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Eratoterapia

..."parola-poesia / oltre la mono tonia della vita" (1). Non è un refuso lo spazio imprevisto, imprevedibile: "mono tonia" non è "monotonia" per Roberto Mosi, non è uggia o tedio, è il "tono" del suo stile poetico, il giusto mezzo, l'aurea mediocritas, richiamata fin dalla prima pagina con una citazione dalle Odi di Orazio. E' la leggerezza che egli raccomanda alla nipote Marta, adolescente alle sue prime prove poetiche.

Con questa sapienza Mosi coglie le forme infinitamente variegate della vita e delle sue contraddizioni, delle inquietudini, delle paure. Le sue poesie, nel loro trascorrere sulle pagine, declinano, non spiegandolo ma continuamente ed implicitamente alludendovi, il significato etimologico di Erato 1' "amabile", che sa renderci accettabile la vita.

Senza alcun tono crepuscolare, ma, semmai, consapevolmente elegiaco, Mosi coglie l'infinitesimo attimo tra l'affacciarsi dell'idea poetica e la sua "forma" che si fa parola, che mette in ordine i Ricordi e aiuta a portarne il peso. E si fa Terapia, creatività nella notte: il cumulo informe dei pensieri si dipana in parole sul filo teso dell'inchiostro o del nero segno sul desktop: al mattino il poeta salderà il conto ad Erato.

E'. lei la protagonista, Mosi la osserva mentre, assediata dai Poeti, si mette le mani nei capelli; e lei che riunifica il Mito e la Storia, il Rinascimento e la Contemporaneità, esperienza personale e le inquietudini sociali. Nel suo percorrere il sentiero, Mosi va oltre l'apparenza, non si contenta di essere "vestito da scalatore", ma cerca – e trova – il "senso della vita".

Lo trova nel riunire in sincretismo emozioni e tempi distanti nel tempo, ma "contemporanei " nel suo "sentire", in una sorta di Temps retrouve non sollecitato da fulminazioni proustiane, ma da una tenace ricerca e difesa del proprio io, che certamente resta saldo, anche se "Le stanze della memoria" sembrano essere stravolte dai restauri delle "squadre di operai".

In un continuo viraggio tra realtà esteriore e il suo riverbero nell'emozione interiore,"Eratoterapia"e la "cura" apportata dalla Poesia contro le paure e "gli stati di sofferenza". Ma, in ricchezza di etimologia, e anche l'ossequio, il rispetto, l'amore del Poeta verso la Poesia.

E si apre un impensato e possibile "sincretismo" con la poesia di Virgilio l'invocazione rivolta ad Erato nel secondo proemio dell'Eneide disvela che a nome della Musa "può prestarsi a rappresentare simbolicamente l'amore della poesia", secondo l'ampia ed approfondita analisi di questo passo del poema in una recente pubblicazione della latinista Laura Bocciolini Palagi (2).

Mutano i tempi, le persone, le contingenze: Erato rimane, incredula a conforto.

(1) Roberto Mosi, "Parola-poesia" , in Eratoterapia, Borgomanero (No), Giuliano Ladolfi Editore, 2017
(2) Laura Bocciolini Palagi, La Musa e la Furia, Bologna, Patron Editore, 2016, pag. 96

Recensione
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