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Ci vestiremo di versi

Un viaggio nelle emozioni con le poesie di Patrizia Fazzi

Una straordinaria storia di ordinarie emozioni, l’opera prima poetica di Patrizia Fazzi, Ci vestiremo di versi, in copertina un delizioso disegno di Zenone, il pittore naif aretino Emilio Giunchi. L’autrice, insignita del premio “Viareggio carnevale”, scava con una partecipazione profonda e appassionata nella propria trincea di affetti e trasforma l’impatto con il mondo esterno in pagine che annotano liricamente le modalità, i limiti e le conseguenze di ogni azione e di ogni interpretazione.

Così le ordinarie emozioni (una morte che sgomenta, l’interrogarsi sul futuro, le increspature esistenziali) trovano una superiore collocazione e diventano altrettante pagine di uno dei diari di bordo che si tengono proprio per affermare certezze e dare un senso allo scorrere del tempo e all’inevitabile alternanza di gioie e dolori, così nella vita privata che nella professione (la donna di scuola si rivela con contenuta partecipazione in due belle “meditazioni” offerte ai suoi giovani interlocutori).

In ultima analisi l’autrice si scopre fibra in armonia su tutti i fronti perché “ogni giorno è groviglio di emozioni” e perché “vestirsi di versi” è certamente un modo non ordinario per vivere queste emozioni e indagarne il senso più riposto e profondo. L’autrice si ritrova, come tutti, a tuffarsi “nel mare dell’anima” e nuotare da sola”. Anche se la solitudine è solo apparente: c’è sempre qualcuno insieme al quale guardare lontano verso un “castello di luce”.

7 marzo 2001

Recensione
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