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Gruppo letterario Formica Nera

Quaderni padovani di poesia e tecnica
nr. 8 / 2012

Giovanni Sato

Dissonanza

Siamo lontani ormai:
il piccolo mondo antico
è scivolato nel tappeto
e i tempi dell’infanzia
han lasciato libere le mani.

Nel paese i percorsi sanno di sabbia,
come dentro una clessidra che svuota
e rigirando l’animo sospira.

Le strade sono viottoli d’acciottolato,
un percorso obbligato incide
nello spirito, come l’incisore
in una lamina di rame si consola,

per tutto quello che non ha avuto
e per quello che è rimasto nel limbo.

Ritorna breve,
un granello che sembrava
sperduto.

Il cercatore

Il sasso il cercatore
nell'obliquo angolo del mondo
dove tutto l'inutile sembra utile,
il sasso ha trovato dell'incanto
del volere e dell'avere:
sasso-pietra, peso dell'anima.

Ingombro levigato da infinità di gocce,
acque lungo secoli di silenziosi viaggi,
spicchio di Terra smerigliata e vaga,
forma incompresa, senso nonsenso.

Il Cercatore procede, cambiando passo
nella vite senza fine di conoscenza e luce.

Senza peso, il sasso nonsasso
conclusione e inizio, sul tavolo
rimirato dal bimbo che sa vedere
oltre l'immaginario, immaginifico il mondo.

Nota di Luciano Nanni

Due elementi dispongono il testo: la forma con tratti ritmici e la fantasia che si spinge in quegli spazi dove l’immagine diviene supporto per ulteriori significati o ipotesi.

Materiale




Pubblicato su:
Libro citato, da nr.10/2012



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