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Se il titolo di per s significativo del contenuto dell'opera, la Praefatio esplicita le intenzioni che hanno determinato l'urgenza della scrittura. Non vi sono dubbi: si tratta di un canto/spartito dedicato ad un'amica prematuramente scomparsa, ma il cui ricordo vibrante testimonianza in "note lucenti d'amicizia" (p.11).

L'immediatezza dei sentimenti, espressi in libert senza pudori n pregiudizi, rivela la necessit di estrinsecare attraverso la parola poetica un dolore che urla dentro, tanto improvviso quanto inatteso. In fondo con l'amica se n andata una parte di vita dell'autrice stessa, privata di una presenza complice, con cui condividere sensazioni che solo l'animo femminile pu comprendere in profondit, proprio perch si riflettono come in uno specchio.

L'immersione nella coscienza individuate, funge, pertanto, da terapia: nel sedare la ferita dell'anima, viene meno il timore di contemplare la morte "nell'anfora viola del tutto | lo sguardo la voce struggente | al nostro comune destino | nel grande mistero divino'' (p.33). Due vite parallele intrecciano sentimenti, sensazioni, emozioni interscambiabili, tese a cogliere l'ordine segreto delle cose, la bellezza come fonte di sapienza, l'amore nelle sue diverse forme, tutte comprese nell'intrinseca armonia, la verit volta al dominio del discorso che conduce alla scoperta di s, al suo divenire soggetto del logos.

La comune ricerca del significato da attribuire all'esistenza, scandita da momenti chiave ben fissati nella suddivisione della raccolta poetica: "Parte I. Il nostro tenero tempo", "Parte II Il nostro tempo maturo". Un percorso formativo, alimentato e motivato da una lungs amicizia, nata "nella dimora d'umana cultura" (p.16), "nel bucolico spazio l | un po' fuori dalla terra | con l'asina sempre al balcone" (p.17), a contatto con "allievi quasi amici", pronti a recepire e a far propri gli insegnamenti etici. I legami si stringono nel condividere la quotidiana attivit: la casa, i giochi dei bimbi, gli incontri conviviali, le telefonate serai, ... Un tempo irripetibile, definitivamente confluito nel rimpianto della perdita non solo dell'amica, ma del sistema di vita, dell'ambiente naturale, di quel microcosmo armonioso dove l'uomo vive in simbiosi con lo spazio circostante al ritmo di una natura rassicurante.

Non contrapposizione tra campagna e citt, ma tra un allora vitale di tradizioni e un oggi privo d'identit in cui gli antichi costumi, rurali o cittadini che siano, si sono perduti. La mutate fisionomia di una citt, non pi identificabile, resa con efficacia ed incisivite dai seguenti versi "lavava le vecchie botteghe | vivaci intarsi allora di vita | battito ore spento di patavinit".

Costanti ed immutati, sono il senso d'inquietudine, l'ansia di verit "alla voce di un'etica stella" (p.18), la ricerca del bello e del giusto cui si contrappone il mistero insondabile del "non giusto" e del male. Essi danno unit al testo, acceso dai bagliori della rossa criniera (my red hair del titolo, doveroso omaggio all'insegnante d'inglese, appassionata cultrice del mondo anglofono), dotata di vita propria ed autonoma. Secondo l'emotivit del ricordo essa infatti frizzante, docente, smarrita, radiosa, amorosa, pudica, ospitale, operosa, euforica..., identificandosi con l'essenza stessa dell'amica. Per meglio dire, attraverso l'evocazione, la poetessa stimola emozioni e riporta nel lettore il riferimento all'oggetto e ai suoi elementi costitutivi che conducono all'unit della persona.

Martellante .infine il verbo lavare ripetuto come una nenia per sottolineare le qualit intrinseche del soggetto, all'insegna delta trasparenza morale e della pulizia intellettuale, ma anche per cullare il lettore nel lamento di un canto funebre.

Un'amicizia ben pi profonda della solidale appartenza di sesso, la quale "vola alto oltre il vento | della brughiera d'inverno | e non si perde" (p.55), perch sorta da una comunione d'intenti, di aspirazioni e d'orizzonti d'attesa tra due persone che vivono simultaneamente in una pluratit di presenti, di paesaggi, di situazioni. Esse sono presentate nella loro intrinseca verit e autenticit, con il carico di inquietudini, di perplessit, d'amore e di speranza nella vita. soprattutto la memoria ad annullare la distanza temporale, a tessere un filo lineare e ininterrotto tra passato e presente, pregni delle emozioni trascorse e delle pulsioni del momento.

In sostanza il testo, anche se apparentemente lontano dalle precedenti raccolte, fomisce una visione d'insieme sul tema dell'amore per la propria terra, costantemente rafforzato dall'evolversi dei ricordi, all'intemo di una fitta rete di sensazioni che spostano l'attenzione dai fatti al contesto in cui sono inserite. In questo modo, spazio e tempo si compenetrano, offrendo una visione globate o circulare dei ricordi. Emozioni che cadenzano la giovinezza e la maturit della stessa autrice e tecnica compositiva si fondono in una complessa e sapiente unit estetica, costruita su una contiguit di elementi tematici. La verit poetica, intesa come sapere per la vita, emerge pertanto dal pathos e dal complesso dell'esperienza umana.

Recensione
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