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Paesaggio condominiale

Già a un primo impatto, e già degustando l’accostamento quasi costante tra liriche e delicati disegni a pastello proposto all’interno della silloge poetica, ci si rende conto di trovarsi di fronte ad un’opera di accurata ricerca visiva ed evocativa, nata anche da uno scherzoso dialogo tra illustratore e scrittrice; e proseguendo nella lettura, di fronte a questi componimenti brevi, incisivi e nitidi, ci si rende conto che sono l’eleganza, il senso della misura e la capacità di raggiungere una studiata semplicità espositiva le cifre stilistiche raggiunte da una poetessa che, dopo prove ardue di alto livello sociale ed esistenziale, ha saputo tracciare, con il dono di una essenzialità conseguita attraverso una matura e consequenziale produzione, una tappa solida di un percorso che ha fiorenti radici in una sperimentazione profonda e sensibilissima.

Così, tratti arguiti da elementi di quotidianità vengono elevati a rappresentazione non solo di tasselli di un universo interiore, ma anche di quegli aspetti che soli, nella loro concretezza e insieme nella loro valenza simbolica, denotano il vero senso, quello più intimo e quasi esoterico, dell’esistenza, in un gioco sottile di minuzie quotidiane a confronto con valenze rivelatrici da ricercare in strati ben più profondi rispetto all’esteriorità, all’illusione dell’immediatamente visibile e percepibile.

Effettivamente, se si analizza una poesia come Camera, a p. 66, ci si trova a confrontarsi proprio con questo senso di intimità che rimanda però a qualcosa che non è solo individuale, ma diventa segno distintivo dell’intera compagine umana, della storia della persona che cerca nell’altro da sé ciò che la può completare: Sopra il letto/ di riposo intenerito/ rosso tramonto in alba fuso/ nel volo liberato/ dal tuo cielo/ nel mio/ calato.// Camera a due piazze/ (di)segno unito.// Sogno in due visioni/ fianco a fianco/ proiettato.

Notevole raffinatezza è riscontrabile anche in brevissimi, e tuttavia illuminanti lampi descrittivo-connotativi come quello costituito da Magnolia, a p. 44: Slanciata in livrea/ attende giorni/ di perfetti calici/ per brindare, a delineare la possibilità di fondere una capacità espressiva lucida e intensa di comunione tra essenza naturale e capacità di filtrare la percezione sensoriale e trasformarla in percezione sensitiva, alla ricerca di un possibile “sentire altro” che solo a chi possiede speciali antenne ricettive è permesso.

L’intensità che percorre e innerva l’intera serie di componimenti è riscontrabile, grazie anche a questa matura capacità di concentrazione e condensazione nitida, in ogni tratto espressivo; ad esempio, a p. 38, si noti come è stata costruita la lirica Scale: A turno/ la pulizia.// Pochi gradini/ per scendere e salire/ l’amicizia// senza impronte/ di brighe condominiali, con acuta sintesi di alcuni dei meccanismi occulti che regolano le relazioni sociali.

Non mancano nemmeno riferimenti esistenzialisti più scoperti, benché sempre sottilissimi: nella poesia intitolata Il gatto, a p. 16, gli elementi che costituiscono un parallelismo tra condizioni di vita del mondo animale e umano fanno riflettere sulla complessità delle diverse, ma accomunate, in definitiva, esistenze: In equilibrio/ voleva sfidare le tegole/ cautamente.// Lo tradì un rumore/ e un po’ d’umido imprevisto/ che lo fece planare.// Facile scendere.// Ma per risalire/ gli scoscesi muri/ quattro zampe non bastano; e si noterà che la figura del felino diventa una sorta di fil rouge per dipanarsi attraverso questo percorso di riflessione anche ironica sull’esistenza donato attraverso la parola poetica.

Perché poi infatti elemento fondamentale della cifra costitutiva di queste liriche, a ben guardare, è senz’altro anche la cura della selezione linguistica sapientemente attuata, quindi attraverso l’offerta di tali parole poetiche già viene delineata una delle colonne portanti del “sistema espressivo” messo in costruzione dall’autrice: a riprova di ciò basterà rifarsi all’analisi del sapiente uso del linguaggio, delle evocative allitterazioni e della particolare strutturazione sintattica della lirica ch dà il titolo all’intera raccolta, e cioè Paesaggio condominiale, posta a p. 12 del volume: Oltre il balcone/ il pino marittimo in burrasca/ lancia segnali.// Travolto legno/ in mare sconvolgente/ per folle nocchiero/ ha il fiato di Monte Morello.// Il telo del quarto piano/ e la selva degli aghi/ ricuciono lesti la quiete.// Dipana l’azzurro/ appena sbiancato/ da orme fuggitive di tempesta.

Qui appunto l’intreccio inappuntabile significante-significato mostra la maestria stilistica raggiunta e rivelata dalla limpida, essenziale resa linguistica e musicale, frutto di quel coerente percorso artistico al quale si accennava, che non rinuncia certo a una disamina delle sensazioni umane in un dialogo sospeso tra ironia e forse disillusa, ma mai negativa riflessione.

Recensione
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