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Pisolina, la Befana pigra

Caffè dell’Ussero di Pisa,
30 Gennaio 2015

Con il volume Pisolina, la Befana pigra edito per i tipi di Masso delle Fate nell’agosto 2014, Roberta Degl’Innocenti ci regala il suo secondo libro di fiabe, dopo "La luna e gli spazzacamini" che ebbi modo di presentare sempre nell’ambito degli Incontri dell’Ussero nel 2012.

«Un giorno qualsiasi, scrive l’autrice, come sempre accade e quel giorno diventa speciale, i miei personaggi mi sono venuti a trovare mentre, distratta, gingillavo con il foglio e la penna. Ho "dovuto" per forza scrivere le loro storie. Mi sono sentita inerme di fronte alle loro ragioni. Bussavano, insistevano, si palesavano sotto ai miei occhi. Confesso, però, che mi sono anche divertita.»

Divertendo dunque e, perché no, anche divertendosi, la Degl’Innocenti ci conduce in un mondo in cui le cose hanno una propria anima perché è lei a regalargliela (come a suo tempo sottolineato dalla Matthieu). E’ così che le bambole, i soprammobili, la piccola Befana e persino gli addobbi natalizi, assumono una precisa identità, diventando personaggi che la sapiente "penna" di Roberta nonché il "pennello" del bravissimo illustratore Andrea Gelici, ci rendono vividi e familiari.

Così, per la voce narrante di Fata Fanciulla, ecco affacciarsi Pisolina, Truciolo, Violetta, Argentina e Lucidalabbra, le tre palle di Natale, le bambole francesi Lille e Miou, l’elfo Giuditto, Dondolino, Luna e Gingillina, tanto per citare i personaggi principali delle otto favole in cui si articola il libro; ma anche Ciondolino, il Capo dei Fili d’Erba, Rosmarino, Pinzimonio, Muschio bruno della fiaba dell’Elfo profumiero: é infatti nei nomi che si sbizzarrisce l’estro della nostra Autrice.

Altro terreno fertile all’inventiva di Roberta Degl’Innocenti è quello delle onomatopee, tanto care al Pascoli (basti pensare al chio chio chio dei Canti di Castelvecchio o al gre gre di ranelle de "La mia sera", peraltro complicata dal tessuto allitterante) e al Giacomini (Tottali, Tottali, li li in "Andar per uccelli").

Ed ecco nel volume in oggetto omopatee relative ad animali, tanto amate dai bambini, quali miao, grrr, grunt (p. 64) o di oggetti e azioni: din don (p. 39), sput sput sput (p. 41), toc toc (p. 45), clap clap (p. 70), bum bum bam, crasc crasc crasc (p. 59), usate in serie ripetute di tre, più che in unica sillaba.

<<Il Candelabro, dopo avere sfogliato le pagine e scelto le parole a caso, si apprestava a dire la formula magica. SSSSSSSSSS

Ehm, ehm, ehm – Signori, attenzione!
Brigo brigante, Tappeto Volante
Mondo Bibino, Tappeto Piccino
Perdi Peso,  Perdi Peso, Perdi Peso
Pensa davvero, Diventa leggero
Magico Mondo, Pensiero Rotondo
Perdi Peso,  Perdi Peso, Perdi Peso
Sput, Sput, Sput

(i soliti tre sputi)

Parola di Elfo Nomade

(facendo il gesto del giuramento)

Insomma, un delirio – vi dico – con questa formula riciclata.

Eppure… l’importante è crederci!!!

Cosa sarà accaduto?

Un libro che ci sorprende dalla prima all’ultima pagina, questo di Roberta Degl’Innocenti, anzi fino alla quarta di copertina, con la sua notte di stelle, culla di quel dolce e rincuorante «(…) credimi…mi si chiudono le palpebre dal sonno …» che sembra sottendere un sapido «buona notte bambini!»

Recensione
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