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Il principe e il contadino

“Un intreccio in cui storia e invenzione narrativa tessono la trama di un racconto affascinante che si snoda, pagina dopo pagina, dando vita a personaggi e vicende che hanno illuminato il grande palcoscenico del passato. “Il principe e il contadino” di Michele Manfredi-Gigliotti è un racconto storico ambientato a San Marco d’Alunzio, nel periodo della dominazione normanna, la cui narrazione si dipana attraverso il corteo della regina Adelaisa o Adelaide del Vasto - figlia di Manfredi - e del figlioletto Ruggero d’Altavilla, lungo le ascese curve che portavano al maniero di San Marco, segnando il primo breve incontro tra due fanciulli: il nobile rampollo destinato ad essere consacrato per sempre Ruggero II, re di Sicilia, Calabria e Puglia e il popolano Ribaudo Calogero, imbattibile nella cattura dei serpenti.

Il racconto di Michele Manfredi-Gigliotti, nato a Nocera Terinese (Catanzaro), ma residente a Sant’Agata di Militello, autore di diverse pubblicazioni, è pregno di significato anche nel più piccolo gesto, oltre ad essere ben scritto e ben congegnato. Frequente anche l’uso di toponimi, utilizzati come incipit del testo. Gli eventi si susseguono senza guizzi improvvisi e la narrazione, composita, volge al termine con un finale inaspettato.

Colpisce in queste pagine la qualità della scrittura, la prosa elegante, la terminologia dotta. Il lettore rivive gli eventi, la forza dei fatti, la concretezza del racconto storico. Emerge anche il sentimento nobile dell’amicizia e della condivisione a dispetto del tempo che va oltre quei canoni prestabiliti che sempre hanno diviso l’esistenza di un nobile da quella di un contadino. Un racconto insomma che rompe gli schemi della determinatezza, che guarda oltre, che si eleva ad un garbato rispetto tra due giovani, accomunati dall’affetto, seppur diversi per condizione sociale. L’autore de “Il principe e il contadino” ripropone gli scenari del passato e lo fa attraverso una scrittura nitida, lieve, elegante e coinvolgente che si sviluppa in ben disegnate volute”.

8 luglio 2012

Recensione
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