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Un aspro canto

Un aspro canto mi sibila nel cuore
cercando la corda consona
per addolcirne il suono
ripenso ai versi “In morte del fratello...”
ma sono tante le morti
che la vita può dare:
il muto silenzio dell’inganno-l’inerzia
della perfidia indotta da turpe mano
                            che scardina il nido
per rubarne la linfa nutrimento
per gli implumi ignari
ed in attesa del filo d’erba offerto
da chi li ha generati
                            Aspra è la terra che accoglie
ringhioso il mare che effonde la sua possanza
ma è azzurro il cielo che si schiara
per donare la dolcezza del canto-eco
                            delle ataviche dimore.
Ora parlo soltanto con le ombre buone
gli avi che mi hanno amato: della madre
sento ancora il lamento
                            che invoca la pietà divina:
che l’accolga fra le braccia
                                        prego-
                            ai Proci resterà il teschio
                            del dantesco Ruggeri
che per rabbia rosicchiò l’Ugolino
piangendo in eterno
sulle carni della prole Innocente

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