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Un diario poetico si offre alla lettura con il ritmo affascinante che inonda delicatamente il viaggio personale, attraverso vicende multicolori o fantasiose, mediazione e attraversamento in uno scenario misterioso e ricco di confronti, fra tradizioni e recuperi, ove il canto riesce a coinvolgere quasi come un racconto spezzettato. “Scalpita la sabbia | mentre m’accosto | alle minute orme che | il vento immediato | ridispone | spigano capre salmi | d’erba | affiorati d’istante | una donna accanto | di pochi stracci | senza ombra intorno | un bastone di sole | sul capo | fra le braccia stringe | due bottiglie d’acqua | dalle nostre mani | smarrite.”

Il tema uniforme si delinea tra scarti improvvisi di aperture per divenire il filo conduttore che accomuna figure, scenari, visioni, in una originale scrittura pregna di sensibili ammiccamenti e raffinate preferenze. Qui è il viaggio, inteso come avventura poetica vissuta in una mitica versione orientale, è l’occasione per scoprire altre misure, altri mondi, per ritrovare il piacevole soffio del sussurro, nella ricerca di ulteriori diversità, nella esplosione di esistenze e memorie sconosciute. “Non venire cielo sulla terra | stai lontano | non venire dammi retta | mutare dio ogni giorno | ogni giorno raccogliere | un dio morto | finché saremo degni di noi | da soli.” Un fluire semplice capace di immediatezze fra interrogativi e ricchissime attese.

Poetry Wawe-Dream

Recensione
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