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In un tripudio di metafore, nelle quali il poeta cerca di nascondere la levità dei suoi sogni, si susseguono inaspettati e luminosi gli spazi del risveglio. Un risveglio che si adagia delicatamente fra gli arazzi dell'amore e la simbolica energia dell'incanto. "Ma cercherò le tue parole dolci, | carezzerò soltanto i tuoi capelli. | Respirerò attese abbandonate, | speranze nuove. | E gli angeli berranno | alle fontane." (p. 53).

"Anche Nevio Nigro gioca e rivela una densa, svagata leggerezza che incanta, – scrive Plinio Perilli nella postfazione – una trasparenza insieme radicata e iridescente, che arresa all'impulso e alla volizione esorcistica della poesia, si tinge e si erge, quasi di scatto, disperatamente sensuale e plasticamente armoniosa." "Aveva il passo leggero. | Aveva passione | e parole. | Parole segrete. | (....) Ma bello è sognare. | Dolce la voluttà | di questo cielo. | Lungo il mare | ritornano | voci d'amore." (p. 45).

Seduce ancora la malinconia che in molti versi si adagia con equilibrata stesura e limpida musicalità, pronta a conoscere le intimità più varie e le vivaci coreografie degli ambienti. Una poesia continuamente tesa alla parola che coinvolge, per tratteggiare ombre e figure, sguardi e tentennamenti, favola e realtà, quasi a narrare con ingenuità i sobbalzi e le emozioni che ci sorprendono lungo tutta una vita.

Tempo e pensiero si dilatano in una nudità convulsa e fantasiosa ove la primavera o l'estate, il calore o il refrigerio, si adeguano a quelle ombre che l'autore tratteggia ripetutamente nello stretto connubio della parola-vita.

Attingendo alla tradizione Nevio Nigro è prudentemente capace di reinventare un ritmo del tutto personale, che cresce a seconda delle figurazioni che il suo canto elabora e si incrocia con la officina del verbo in maniera del tutto esaustiva e moderna. Egli non circoscrive un discorso sovrapposto alla necessità del dirsi, ma con felice intuizione poetica resta in attesa pagina dopo pagina di una mediazione sincronica, mai troppo rovente, mai aggressiva, sempre rigorosamente attenta al mito della vera lirica.

Recensione
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