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L'ultima fuga
Un paesaggio dell’anima, attraversato con sentire lirico e lucida
premonizione del domani, si offre al lettore in questo libro di Daniela
Quieti, come esigenza poetica e umana dell’Autrice.
Il titolo L’ultima fuga può far pensare a una
dichiarazione di distanza, ma rivela invece una tenacia nel restare, nel tentare
ancora una volta di tradurre il mondo, nel vivere ribellandosi alle leggi del
Tempo, alle promesse mancate, alle attese rivelatesi vane. La tentazione di fuga
da tanta fatica di essere e amare si consuma nella scrittura, dove tutto sembra
placarsi e liberarsi: “in tenebre di dubbio | l’inchiostro d’albe
| e notturni |
pronti a inseguire | illusioni | traccia una poesia | senza barriere”; tuttavia
“… la scrittura cade | sul segno | e grava d’ombra
| il gesto | che
schiude l’ascesa | al declino | d’un altro domani”. L’abbandono allo
spettacolo della natura, ai fiumi e alle maree ha una levità solo apparente: “Nuoto
il fiume | in salita | nell’acqua malata | per giungere | all’eremo
| dei miei
pensieri …”; “… il faro non è | dove
sprofonda il sogno |
fuggiranno le parole | e torneranno gli incubi | a recidere il filo d’erba
| …
“. Anche l’amore “ … mare serale | che modella paure
| e annegamenti”
è un luogo contraddittorio, sempre desiderato e rimpianto, rievocarne il tempo è
sezionarne i momenti: “Con il passare dei giorni | abbiamo dimenticato
| il
tempo della passione | … | Resta il tormento | di ciò che siamo diventati
| verso
un’altra destinazione”.
L’intero libro è attraversato da una ricerca di purezza e incantamento,
frenati da un tormento cui resistere: “un bivio incombente | la nostalgia
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d’una libertà sognata | che buca la mente. | Noi siamo | in un luogo di scheletri
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pur amati”. Il passato incombe ed è già futuro, “è già sera, Postumo,
l’oggi” ci ricorda Marziale in esergo alla raccolta e sembra avviare
l’incipit della prima poesia: “A chi importa | il mio passato | sono nata
all’alba | e il crepuscolo | già si avvicina”.
Un dettato poetico che porta alla luce il tellurico movimento delle emozioni,
mai dimentico di quell’essenza femminile, linfa che si rigenera nella vita e
nella poesia: “Io ricomincerò | a urlare domani | perché rivoglio | un nuovo
sogno”
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Recensione |
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L'ultima fuga
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poesia
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| Autori |
| • | Daniela Quieti |
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Edizione:
Edizioni Tracce
Pescara 2011 |
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| Prefazione di Márcia Theóphilo - pp. 72 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
I fiori del male nr.50/2011
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