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In specchi di crepuscolo

Come un fulmine che squarcia il cielo la parola nella poesia di Anna Gertrude Pessina è dirompente e dà ai versi una potenza che colpisce il lettore: diventa immagine, simbolo, eco di studi e di vita.

L’esperienza del vissuto emerge con il suo dolore: dalla sfera personale si estende a un mondo percepito soprattutto nella sua violenza, dove corre la città

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con stupratori maledetti e donne abusate.

Il tratto che preferisco è l’immagine della natura resa come sole e zefiro leggero, cromie di gerani e buganvillea, pioggia che lacrima opali, capinera flebile: è uno scenario, a mio parere, delicato seppure connesso a visioni forti, traboccanti di tristezza e rimpianto.

Emergono sentimenti profondamente umani: rabbia, delusione, disincanto – chi non li haprovati?

Infine, una forte sensibilità femminile permea questa silloge: nella bellissima Ad unabortiente, in mezzo al dolore e alla compassione per la giovane donna, la celebrazione della vita e dell’amore si fa largo, nonostante tutto.

Recensione
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