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Commento a
L'alba di un nuovo giorno
di Wilma Minotti Cerini

Marco Travaglini
scrittore

Prova la maturità poetica di Wilma Minotti Cerini

L’alba di un nuovo giorno” è una prova importante di maturità poetica per Wilma Minotti Cerini dove la forza della parola tradotta in versi supera i confini, affronta temi del tutto intimi e personali e grandi questioni sociali e collettive. Una silloge potente che celebra il fascino della parola e dei sentimenti, invitando i lettori a mettersi in cerca delle emozioni più profonde e nascoste, necessarie per illuminare un cammino, una ricerca, un pensiero che non si accontenta di stare in superficie. La prima parte è fortemente influenzata dallo sconfinato amore per il suo compagno di vita, Livio Cerini di Castegnate. Figlio di una generazione di illuminati imprenditori, letterato , fine gastronomo e membro dell’Accademia Italiana della Cucina, Livio Cerini è stato un personaggio famoso in Italia e nel mondo. Nei componimenti della prima parte della raccolta il rapporto tra l’autrice e il suo compagno emerge con grande nitidezza, confermando il celebre detto di Voltaire per il quale “l'amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo”.

Le passioni sono stati d’animo, percorsi intimi, a volte irrazionali. C’è il senso di una vita condivisa con Livio collezionando menù d’epoca e libri antichi di cucina ma anche molto, molto di più. Sono emozioni che colorano a tinte forti l'esistenza, orientano gran parte delle scelte, i desideri, le intenzioni. La stessa parola che le indica – passioni - proviene dal greco pathos che vuol dire sofferenza e reazione emotiva. Il pathos è forza emotiva, tempesta di sentimenti: avvolge la nostra anima e ne regola l’esistenza. La poesia di Wilma Minotti Cerini ne è colma, trabocca di sentimenti che rappresentano l’esatto contrario dell’indifferenza. Divise, ma solo in apparenza, in “blocchi a tema”, le liriche contenute ne “L’alba di un nuovo giorno” s’intrecciano con l’attenzione agli esseri umani, alla natura, ai drammi del nostro tempo, alle memorie – anche dolorose – che riassumono il suo lessico famigliare, l’insieme dei ricordi dell'autrice. Poesie dove s’intuiscono passioni esaltanti e l’ebbrezza della gioia mentre dal dolore paiono svilupparsi nostalgia, rabbia, paura e malinconia.

L’idea di raccogliere questi componimenti in volume risponde ad un’urgenza non solo poetica e di condivisione con gli altri. Discende da una ragione profonda, figlia di una sensibilità femminile capace di attribuire maggior forza ai versi, una più lucida linearità di pensiero e sentimento, desiderosa di offrire un contributo nuovo alla costruzione di una coscienza civile e sociale, quanto mai utile e necessaria in questi tempi opachi. Del resto le passioni forti maturano spesso nella sofferenza, nel disagio, nella solitudine. E' la forza e la bellezza della poesia “che non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta”, come ha scritto Erri De Luca in una mirabile sintesi nei confronti della quale è impossibile dichiararsi in disaccordo.

La poesia di Wilma risveglia la coscienza, si manifesta con innumerevoli volti, fa riflettere, è memoria, ci immerge nella realtà; fa sognare, riscalda, riempie vuoti. Una poesia, la sua, che si fa sentire .E' la luce di un lampo dove i versi sono stati scritti per essere sentiti. Scritti a testa alta per non perdere di vista l'orizzonte dei sogni. I suoi e i nostri sogni. In fondo cosa rappresenta la poesia se non l'attimo nel qualeun’emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole. Come disse il grande Charlie Chaplin "la poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo". E come tale va letta e sentita.

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