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Alessia

Nel libro Alessia Raffaele Piazza si impossessa di certa ripetitività, ovvero caoticità tipica del diario, tenendo presente che «Un diario è un registro di esperienza e crescita, non una cassaforte per cose ben fatte o ben dette» (Henry David Thoreau), per farne, invece, un punto di forza della sua meditata poesia, creando pagine di sapiente armonia: «Per ricominciare la vita a scriverla / con incerta grafia sul foglio / bianco trovato nel diario dell’ / adolescenza». «Tutta accade una vita / scritta con mano tremante la / parola amore, resiste sui muri / duali delle anime in storie di baci / dati con passione di ragazza». «Tutto accade / nel tracciare sillabe nel sogno / ad occhi aperti»: «Sogni trascritti con / affilata grafia da non raccontare / a nessuno».

Nel susseguirsi delle poesie ritornano talune immagini e sonorità, certi accadimenti minimi si replicano con lievi variazioni, contribuendo allo sviluppo della trama di una sorta di romanzo in versi. Nel lettore si generano attesa e curiosità, poiché la ripetizione ben giocata non annoia, bensì movimenta la narrazione e anima le sequenze ritmiche.

«nell’osservarsi allo / specchio con grazia di ragazza», Alessia cerca di «dare senso alla / vita illuminata dalle fiamme», alimentate dall’amore che prova per Giovanni (nerovestito). Ella sta per diventare adulta, vivendo la primavera dei colori e dell’esistenza, mentre «inizia / il tempo delle cose belle»: per esempio, Alessia (rosa o azzurrovestita) compra una piantina di fragole per «18 euro / contati come semi», in un contesto in cui anche i suoi anni vengono contati come semi.

Infatti, spesso nel corso delle pagine si anticipa che «ci sarà raccolto»: «l’auto supera / I cancelli della vita tutto accade / per la prima volta. / Sa Alessia che ci sarà raccolto». Iterati moniti provengono da gabbiani o da qualche rondine o rondone o allodola, creature che gridano: «Attenzione!», che non ci scappi il bambino!

Intanto prende tempo, «Gioca Alessia / prima che s’inveri / e non sia recita»: «Alessia per gioco attrice nel vedere / i veri attori, commedia dell’arte / dove tutto accade, Alessia-Colombina / Arlecchino-Giovanni».

La ragazza «tocca con i piedi / scalzi l’erba, quasi in prove di / danza, di vita», cercando di capire chi è e che cosa vuole fare veramente: «se il bene è nel domestico / riposare e attendere o studiare / e lavorare, Alessia commessa / nel negozio di abiti da sposa / e studentessa di psicologia, / Alessia ad analizzare pazienti / Alessia moglie e madre nel / fulcro della storia, anima di vetro / pari a quella del visore dove / vede il futuro tra sogni nei diari».

La storia di Alessia, in realtà, non presenta nulla di particolare, ma è il modo di raccontare dell’autore a fare la differenza. Le «cose di sempre», infatti, sono tenute insieme e rese interessanti da uno stile brioso, al tempo stesso colto e leggero, che ricama e forse in filigrana trattiene non pochi elementi autobiografici.

L’autore, forte del suo stile maturo, non teme l’uso di espressioni generiche: per esempio, il vocabolo “cosa” porta con sé una stratificazione di significati.

Le parole sembrano rotolare gioiose sulla tavolozza di un pittore, prima di lasciare la loro scia colorata sulla pagina, tra soffi di brina e angeli bianco o cielovestiti con panneggi d’ali.

Come ha osservato Antonio Spagnuolo nell’accurata introduzione, esaminando le particolarità dello stile di Raffaele Piazza: «Le risoluzioni che egli opera nella sua officina quotidiana diventano storie cantate, una musica da tavolo, uno strumento personale che bisbiglia tracce non solo per le illusioni ma anche per il riflesso di un sottile vetro interiore che lo distingue e lo pone fra le connessioni più sorgive e limpide».

L’andamento diaristico di Alessia richiede riferimenti spaziotemporali più o meno puntuali, a seconda delle diverse parti dell’opera.

I tempi sono quelli dell’Epifania, del 1984, di San Valentino 2011, di anni e mesi, festività e ricorrenze varie, esplicitati, e il «tempo del raccolto»… sino alla pagina conclusiva, che vede i protagonisti all’apice della loro esperienza amorosa, nel mese di febbraio del 2014.

Tra i luoghi citati, troviamo: Napoli, Capri, Ischia, l’Università, Salisburgo, Assisi, il fiume, lo zoo.

La narrazione procede anche per nodi tematici quali l’amicizia, i giorni, i vestiti, il fulmine, il pesco, il sole, la cometa, la fotografia, la lettura, la luna, la luce, la mela rossa, l’aria, il mare, internet, la vetrina, la natura.

Su una settantina di poesie, soltanto una non contiene nel titolo il nome Alessia. L’eccezione conferma la regola, poiché essa è rappresentata dalla “Dedica”, che comunque è destinata alla stessa ragazza.

Alessia, pertanto, è un libro ricco di sfumature ma anche monolitico e dotato di forte coesione.

Recensione
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