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Beviamone un bicchiere. Il vino nei libretti d'opera

Con Beviamone un bicchiere la poetessa e saggista triestina Franca Olivo Fusco conferma di possedere doti non comuni quale studiosa instancabile e fervida lettrice, sempre alla ricerca di ulteriori sfaccettature che possano dare nuova luce agli argomenti che hanno suscitato il suo interesse, nella speranza che anche altri possano lasciarsi travolgere dalla curiosità e dall’entusiasmo, affrontando i medesimi temi.

Nel caso di Beviamone un bicchiere, la sua indagine si è incentrata, come precisa il sottotitolo del denso volume edito da BastogiLibri, sulla presenza del vino nei libretti d’opera.

L’autrice si è soffermata sui libretti d’opera scritti in lingua italiana dal secolo XVII sino ai giorni nostri (a parte due eccezioni). Centouno sono quelli che è riuscita a individuare. Ella considera il centunesimo quale simbolo di una ricerca che non si è ancora conclusa, e tale elencazione può di certo avere un seguito grazie al lavoro di altri studiosi.

Franca Olivo Fusco pone l’accento sulla figura del librettista, purtroppo ancora oggi trascurata. Il librettista appare come un poeta minore: «E pensare che nei libretti più datati, stampati dalle Tipografie in prossimità della prima rappresentazione, non si leggeva “libretto di…” ma “poesia di…”». E ancora Franca Olivo Fusco ci ricorda che: «I librettisti sono poco noti anche perché, quando si cita un’opera, si menziona solo il compositore: La traviata di Giuseppe Verdi e non La traviata di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave».

Il libro risulta articolato nei seguenti capitoli: “Il brindisi”, “Viva Bacco! Viva il vino!”, “Il vino, strumento di seduzione e di morte (il veleno nel bicchiere)”, “La Lista dei Vini” (ossia la lista dei vini che hanno ispirato i librettisti). Dopodiché sono stati inseriti gli indici delle opere, dei compositori, dei librettisti, dei vini, dei libri consultati.

Anche in questo contesto vengono ricordati il noto proverbio latino “in vino veritas”, cioè “nel vino è la verità”, e quanto sosteneva Giacomo Leopardi, ovvero che il vino può rappresentare «il più efficace consolatore». Inoltre, proseguendo nella lettura, risulterà possibile scoprire tanti succosi dettagli e pagine piene di curiosità che tengono desta l’attenzione.

Tra i librettisti compare pure una donna. Infatti nel caso dell’opera Il gatto con gli stivali, atto unico di Nicola Scardicchio, il libretto è di Maria Grazia Pani, ispirato dalla fiaba Le chat botté di Charles Perrault. Quest’opera è stata rappresentata a Bari al Teatro Petruzzelli nel 2017 per la prima volta. In Beviamone un bicchiere viene ricordata per il brindisi per nozze inclusovi («Venite signori, è un giorno di gioia! / In alto i calici, orsù brindiamo, / e tutti insieme festa facciamo!»).

Per dare soltanto un’idea dell’estensione della ricerca condotta dall’autrice e della rete di interconnessioni da lei scoperte, possiamo menzionare almeno alcune delle opere prese in esame: Amleto di Franco Faccio, Andrea Chénier di Umberto Giordano, Il Barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, Capriccio di donna di Antonio Cagnoni, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, La Bohème di Ruggero Leoncavallo, La Bohème di Giacomo Puccini, La Gazza ladra di Gioachino Rossini, Polifemo di Nicola Antonio Porpora.

E per avere una visione più completa, possiamo citare, a titolo di esempio, tra i compositori: Gaetano Donizetti, Nicola De Giosa, Luca Mosca, Errico Petrella, Ermanno Picchi, Federico Ricci, Luigi Ricci, Antonio Salieri, Antonio Smareglia, Giuseppe Verdi, Riccardo Zandonai. E tra i librettisti: Giuseppe Adami, Angelo Anelli, Gaetano Barbieri, Nicola Daspuro, Jacopo Ferretti, Giorgio Giachetti, Luigi Illica, Vito Levi, Luigi Marchionni, Almerindo Spadetta, Pietro Salatino, Giulio Viozzi. Inoltre, tra i vini che sono stati fonte di ispirazione, possiamo rammentare: Malvasia, Bordeaux, Champagne, Chianti, Madera, Refosco, Vino di Siracusa, Vino di Spagna, Xeres.

Pertanto, si ha l’impressione complessiva di trovarsi di fronte a un’opera variegata e frizzante, che inebrierà di sicuro con i suoi odori e colori gli intenditori, di vino e di libretti d’opera, senza escludere però la possibilità di raggiungere un pubblico di lettori più ampio.

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