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Come già nelle precedenti raccolte, la poetica dell'autrice vicentina si esprime volentieri nelle piccole cose, quali i dettagli della natura attraverso le stagioni o l'intensa semplicità degli affetti. Sono temi universali che trovano espressione non soltanto nelle liriche in italiano ma, ancor più marcatamente, in quelle dialettali, presentate qui per la prima volta in volume. I risultati ci paiono gradevoli, anche grazie ad un piccolo ma evidente surplus d'ironia che serpeggia qui e là, aggraziato, nelle variegate situazioni prese a motivo d'ispirazione.

Tornando alla parte relativamente più corposa della silloge, quella in italiano, va detto che all'autrice non fanno comunque difetto anche una misura e un respiro di discorsiva solennità, riscontrabili ad esempio nel bellissimo ricordo del padre posto in apertura di libro ("Al mio fianco un vento leggero, | la tua ombra, sempre, | mi ha accompagnata nella vita") o nel testo successivo e intimamente collegato, quando durante il viaggio spensierato verso una località balneare la memoria viene invasa dal ricordo, improvviso, della tragedia bellica vissuta in quei luoghi non direttamente dall'autrice ma, per l'appunto, dal padre bambino. Per il resto, la breve raccolta alterna accensioni emozionate e sereni abbandoni, ma non mancano le considerazioni amareggiate sulla violenza che opprime il mondo e le invocazioni alla libertà e alla pace. Oltre a quelle dedicate al genitore, di cui abbiamo detto, altre due poesie del libro a nostro parere si distinguono: l'invocazione alla luna affinché continui ad illuminare il mondo (efficace la contrapposizione tra gli amanti segreti che "non possono nascondersi" e il terrorista cui la luce deve impedire "d'incendiare la notte | con foschi bagliori di morte") e, soprattutto, l'immaginario dialogo in versi tra i due "cantori della montagna", il pittore Segantini e il filosofo Nietzsche. Un confronto tra lo sguardo dell'arte, che sa cogliere la bellezza, e quello della mente, che specula e si slancia in direzione delle vette: un dualismo che dà forma ad una poesia davvero originale sul teina dei monti e dell'ascesa, in primo luogo spirituale.

Recensione
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