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Il mio pensiero poetante

Il libro si fa leggere con vivo interesse, perché effettua un percorso tutto personale (il poeta che appare appartato, cosi da sembrare un outsider, in realtà risulta immerso vivacemente nel suo tempo). Egli che ha dedicato l'intera sua vita alla ricerca scientifica e alla poesia poematica, si ripropone a tutti noi con un canto di ampio respiro, collegandosi alla poesia epica del passato, di Dante in particolare. "Nella Firenze di Dante - ricorda Scarselli - la Divina Commedia la leggeva anche il popolino, che su una mensola della cucina col lumino teneva il busto di Dante e la Madonna; tale usanza è continuata fino agli anni della mia infanzia e forse oltre, io ho ancora potuto constatarla con i miei occhi".

Scrive il critico e poeta Sandro Gros-Pietro che "quello che è assolutamente certo è che esiste un poema scritto da Venero Scarselli che dà conto minutamente della Suprema Macchina Elettrostatica e di Super-Gemma. Il poeta, dunque, inventa il modo e il mondo della vita: questo ci insegna Scarselli e non è poco".

Con una moltitudine di sentimenti egli fa sua l'immensa nostalgia di Dio, per proporre una immagine eccelsa del Divino all'Umanità, con l'auspicio di un mondo migliore e differente da quello in cui siamo.

Recensione
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