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Il Dialetto della Vita – Il Sogno la Vita la Bellezza

Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte,
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita,
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.

Queste parole che avete appena ascoltate sono tratte da uno dei libri spiritualmente più intensi della Letteratura, mi riferisco a Il profeta di Kahlil Gibran.

Forse sono le più adatte per entrare nell’anima di questa serata il cui programma prevede sì la presentazione di un libro ma che poi, nell’essenza, va oltre questo semplice e comune rituale, essendo il libro e la manifestazione stessa dedicata alla memoria di Angelo Foggia.

Ecco dunque il fiume che entra nel mare, ecco, direbbe Zolla, come la vita si manifesta, in queste particolari occasioni, si manifesta per quella che è: un ingranarsi di spirali, dal seme al frutto e ritorno, dall’uovo all’uccello e ritorno, dall’istante della rivelazione al ciclo storico che ne scaturisce e ritorno.

Da qui anche i versi del poeta inglese William Blake aiutano ad aprirci la mente:

Questa è la natura dell’infinito, che tutto ha il suo vortice
Sicché il cielo è un vortice che è già trascorso e la terra
Un vortice che deve ancora passare, per chi viaggia verso l’eterno.

Temi questi sicuramente affascinanti che non sono poi così distanti da questo libro edito da Apollo Edizioni e che accoglie una doppia silloge: Il Dialetto della Vita di Pasquale Montalto e Il Sogno La Vita La Bellezza di Domenico Tucci. Due autori, Montalto e Tucci, che hanno un modo di guardare, di pensare, di sentire molto simile.

Mio compito è quello di parlarvi brevemente della silloge di Pasquale Montalto, Il dialetto della vita. Qualcuno ha scritto che solo l’aria sembra avere le stesse caratteristiche della poesia. Per l’apparente inconsistenza, forse. Ma è anche vero che l’aria sostiene chi vive ed è indispensabile. Se penso a Pasquale Montalto mi viene spontaneo affermare che per lui la poesia è davvero come l’aria, una cosa semplice e preziosa, una cosa inafferrabile e necessaria che lo ha sempre accompagnato e continuerà ad accompagnarlo per l’intero percorso della sua vita.

A pag. 57 del libro leggiamo ora alcuni versi tratti dalla poesia “Scrivere” che appaiono in questo contesto molto significativi:

Scrivere, è un atto di fede,
nel potere trasformativo della parola,
umile, onesta e democratica,
che spezza titubanze
ad ogni latitudine,
e nella bufera abbatte
desueti chiaroscuri;

scrivere per vincere
sul buio della mente
e scavalcare oscure chiusure,
che non si conoscono
e non permettono di vivere.

Detto questo, per Pasquale Montalto nel cuore e nella poesia - come ho scritto nella prefazione al libro - anche il dolore non è mai definitivo e opprimente ma può mutare e trasformasi improvvisamente e farci scoprire

“in quell’attimo che arriva, / dove la vita cambia registro, / col fiore del ciliegio / e il sapore del melograno, / sull’odorosa brezza della pigna, / si rinnova la ragione del vivere.”

Nel dialetto della vita la condivisione è la parola più importante. L’amore, per avere senso, bisogna poterlo condividere attraverso la poesia, attraverso i gesti semplici del dare. Condividere è una delle grandi virtù spirituali.

Pasquale Montalto condivide ciò che è, condivide ciò che fa. Condivide l’Amore, condivide la Bellezza, condivide la Speranza, condivide il suo continuo e immutato Stupore. Lo fa attraverso la parola vera, bella, libera, giusta.

Nel dialetto della vita l’amore è nel volto delle madri, è nel risveglio di ogni giorno ed è sempre capace di tutelare una vita senza ego, una vita umile, una vita semplice, una vita in cui Dio e l’Umanità possano vivere. Nel dialetto della vita il sentire è capace di armonizzare il giusto modo di pensare.

C’è luce nei suoi versi. Ci sono i profumi, ci sono i colori, c’è l’aura nei luoghi, nelle persone e nelle cose. Alla fine ciò che lui profondamente vuole, senza eccessive pretese, è che il posto in cui vive diventi più vivo è più bello, più in sintonia con il suo cuore.

Mi rendo conto che tutto questo possa suonare anche strano in questo particolare momento storico dove l’egoismo ha raggiunto esasperazioni imbarazzanti, ma di sicuro è qualcosa su cui bisogna cominciare a riflettere per essere degni dell’Umanità a cui apparteniamo e ridare alle generazioni che verranno il sacro diritto di vivere totalmente e profondamente la VITA in un mondo che dobbiamo lasciare migliore di come l’abbiamo trovato.

Recensione
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