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Linea di poesia delle tue fragole

La poesia di Raffaele Piazza ha il coraggio delle emozioni. I testi si susseguono come immagini di un album di ricordi: non a caso lo stile è essenziale, fatto di annotazioni, di passaggi diaristici. Ma dentro questo tono piano di stile narrativo si annida la sorpresa della poesia. Certo, fatta anche di stilemi e termini evocativi, ma soprattutto costruita sull’impatto emotivo della risoluzione dei versi.

Dietro l’apparente semplicità del quadro si nasconde il mistero del verso, della poesia che sa stupire rendendo unico ciò che è comune. A questo processo contribuisce un altro accorgimento del poeta: la sua capacità di spiazzare il lettore con una sorta di sovrapposizione dei piani temporali. In questo modo, il senso della nostalgia che permea inevitabilmente i testi è come mitigato, in ogni caso reso più originale e imprevedibile. La stessa cosa accade per il linguaggio che, come detto, ha un tono piano, vicino alla prosa, diretto, che procede però per notazioni, salti, appunti che generano stati di sospensioni, di attesa, che fissano lo sguardo del lettore sul nucleo poetico che l’autore voleva illuminare.

E’ come se Piazza sentisse il bisogno interiore di cogliere dietro l’apparente calma della sua descrizione il sussulto di un gesto poetico, il fragore di una coloratura emotiva in maniera da restituire al lettore un’emozione che è pittorica, ma soprattutto capace di dare il senso dell’istante attraversato dallo sguardo della poesia. Il “racconto” poetico di Piazza sa così mescolare le carte e, come detto, spiazzare il lettore, facendolo sentire ora distante ora come presente alla scena fissata sulla pagina.

Recensione
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