Servizi
Contatti

Eventi


La piega storta delle idee

L' idea è la formulazione del pensiero. Non c'è azione mirata e corretta dell'uomo senza che questi non l'abbia prima concepita e diretta secondo determinate finalità. Mens agritat molem. è la mente che muove gli atti operari sequitur esse. Operare è proprio 1'effetto principale della causa che muove l'agente. cioè l'intelligenza e la volontà. Queste qualità sono proprie del soggetto razionale dotato di libertà e ragione. Ciò avviene nella norma e nel comune comportamento.

La realtà però ritrae forme abitudinarie soggette a sedimentazioni deprivate o corrose dal tempo. L' idea perde la pluralità delle origini e il singolo individuo confluisce nel pensiero dominante. ne diventa come assorbito. smarrisce l'originalità, viene a mancare 1' integrità del tessuto compositivo dando luogo a vuoti e smagliature che aprono all'obsoleto chiamato piega  dall'autore, simile a patologia del corpo non curata. Nel corpo può avere incidenza nociva mentre nella costruzione del pensiero va soggetta a omologazioni indebite che con il tempo diventano croniche quindi storicizzate.

L'autore nativo di Pisticci (Matera) appartiene a quella categoria di lucani ispirati a temi sociali altalenanti tra sogno di riscatto e attesa di un mondo nuovo che sia l'effetto di una palingenesi del lavoro. Sulla scia di quanti si sono adoperati affinché sorgesse l'alba di speranze e l'aurora di luce per un territorio che ai più è apparso come avvolto da una storia senza redenzione.

Piccola storia locale questa di Basilicata stretta tra epoche di dominazioni e la condizione di cittadini rassegnati in un habitat senza tempo. Difatti la regione prende nome di Basilicata proprio dalla sua antica condizione di luogo dominato dai lontani e servito dai vicini. Una serie di paesaggi che da monte a valle si presentano sempre gli stessi e ripetono nel brullo aere che li circonda il tono dimesso del sacri bronzi anch'essi consegnati forse a realtà ripetitive mai rinnovatisi.

Sembra leggere nei versi del Di Lena le caratteristiche somatiche dell'antropologia lucana tra volti segaligni di contadini e guance rosee delle fanciulle pisticcesi note altresì come pacchianelle. la figura emblematica, la pacchianella, che ha dato l'estro e la fantasia a un prodotto indigeno lucano che ne ritrae le sembianze. E' questa l'idea che pervade il piccolo saggio di una cinquantina di liriche tutte mosse da fremiti e propiziate da ampie meditazioni.

A proposito di pieghe ricordo di aver letto tempo addietro un saggio sulle disuguaglianze sociali redatto e pubblicato da scrittore degli ultimi decenni del secolo scorso. residence nel parco del pollino. dal titolo I crocifissi. E'. una variante il crocifisso della parola usata dal Di Lena il quale senza alcun riferimento a temi identitari si serve come del bisturi per incidere su una piaga da rimuovere e sanare.

La condizione contemporanea dell'uomo risente di pensieri e temi di vita che ogni giorno si presentano sempre gli stessi e non danno luogo a rinnovamento globale. Che ne sara del suo futuro? Si può costruire un domani partendo da rinascita delle idee che devono rivivere non come luoghi comuni di intrattenimento in bar e o piazza ma come presidio per andare incontro alle trasformazioni di vita e di costume?

A riguardo ci vengono incontro alcuni versetti che si possono mutuare dal segnalibro incluso net testo: "Precarietà operaia. Non contiamo più niente.. siamo i depositari della globalizzazione le pedine delle multinazionali. Il governo snobba le proteste emette diktat artificiosi e ci scaraventa sul lastrico. Non abbiamo più nulla: persa è la dignità fratturati sono i sentimenti e il sangue non scorre piò nelle vene, ma sulle vie della disperazione. (...) Custodite nella memoria le nostre conquiste bruciano nella notte".

Recensione
Literary © 1997-2017 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza