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Caro Veniero,
tu sei una suprema macchina elettrostatica! E viaggi, viaggi, non ti stanchi mai di viaggiare nella tua montagna incantata, altro che Thomas Mann!

Grande affabulatore, ha ragione il Sandro.

E viaggiatore, ho detto. Già da bambino volevi scalare la Montagna sacra. E azzerare quelli che venerano l'Avere anziché l'Essere. Così immagini che ti raccontino di fenomeni nei boschi dove gli abitanti vanno a cercare cibo per la prole, che vi appare l'immagine della madre morta, bellissima ma un ectoplasma. Intanto ti metti a camminare (volare) 'gonfio di coraggio'.

Perché non manca molto per raggiungere la cima e saziarti nel mare della Grande Conoscenza.. Ecco la grande piramide, la creatura dai capelli d'oro che ti è stata inviata come una novella Beatrice per il tuo cammino verso la generale supervisione del vero. Le anime dei moribondi, buone o cattive, si staccano malvolentieri dal corpo ma poi si lasciano trasportare. Anche se ciò che chiamiamo anima è un concetto astratto per designare l'ego. Animato da un impulso primordiale a sciogliersi dall'involucro molecolare della materia.. E allora, dal nucleo centrale della terra, emergono i robot, pronti per assolvere i compiti assegnati nell'ambito dello spirito.

E le anime vengono assorbite dalle città inquinate come da un gigantesco computer (che potrebbe, penso io, somigliare a Dio).

Bravo Veniero. Tu fai tue le nostre domande, le nostre inquietudini, per guadagnare un Amore che riempie l'Universo, e ci offri generosamente una fonte di speranza per sopravvivere.

Recensione
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