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E nella sera un'ombra

Carissima, guarda chi si risente! Oggi, nel tentare di mettere ordine nella foresta delle mie carte, ho ritrovato il tuo “E nella sera un’ombra”, che avevo letto un paio di anni fa apprezzandolo molto non solo per il tuo volo alto e lo stile limpido, ma anche per ragioni personali: il tuo Inno alla Tuscia corrisponde ai miei gusti: non ho mai capito la preferenza dei romani verso i Castelli, malamente urbanizzati e un po’ volgari, a scapito della Tuscia, più riservata, severa, genuina e comunque meno contaminata e con tanti luoghi da riscoprire. La tua difesa appassionata della civiltà etrusca, della gente, della storia, della terra mi coinvolge. Ho ripercorso la bella pubblicazione, arricchita dalle foto di tuo marito, con il mio unico occhio imperfetto (l’altro è stato fulminato da un ictus, e per me, che ho vissuto di letture, è una grande limitazione), ne ho ancora gustato l’atmosfera fino a Firenze ( a me cara per varie ragioni, tra cui il viaggio di nozze), condividendo il ribrezzo attuale per la folle folla che passa tra le bellezze senza svenire come Stendhal ma addentando hot dog e ignorando la ribollita, la fiorentina e i fagioli al fiasco.

Mi faccio vivo solo adesso perché finalmente ho capito come fare una ricerca non superficiale su Google e, con un percorso un po’ tortuoso, sono riuscita a trovare la tua mail e l’indirizzo. Quando uscirà un’altra tua pubblicazione, mandamela subito in modo che io possa recensirla su “Pagine Giovani” in tempo giornalistico immediato.

Ti allego i miei auguri di Natale e Anno Nuovo, sempre buoni anche se in ritardo, e ti abbraccio nel ricordo di quella escursione in laguna fra nugoli di zanzare.

Un saluto anche a tuo marito!

Domenico
Recensione
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