Servizi
Contatti

Eventi


Controcanto

Incanta Quasimodo. Lodi e plausi alla poetessa tifernate

«Un rarissimo esempio di libro equilibrato». Con tale definizione che si caratterizza quale autorevole viatico Alessandro Quasimodo ha "battezzato" nel migliore dei modi il libro di poesie di Angela Ambrosini Controcanto (Collana Diapason -Edimond), già classificato al primo posto nella sezione poesia della quinta edizione del premio letterario "Città di Castello".

La pubblicazione (suddivisa in varie sezioni, sino al tagliente e istantaneo "haiku", componimento 'giapponese' di 17 sillabe) è stata illustrata al Salone Gotico del Museo del Duomo tifernate dal celebre critico, figlio di tanto padre, che ha pure impreziosito il suo intervento con la declamazione di alcune liriche, oltreché da Catia Cecchetti, direttrice del Museo, dall'assessore municipale alla cultura Michele Bettarelli e dall'editore Antonio Vella. Quasimodo ha apertamente ammesso di essersi trovato «assai di rado davanti a una silloge poetica capace di comunicare sin dalla prima pagina un senso di appagamento e di piacere. un risultato di rara compiutezza e incisività, unite a una profonda sensibilità che tocca le corde più intime».

In effetti colpisce favorevolmente, oltre allo stile personale, il fatto che l'autrice sia pervenuta a questo straordinario esito espressivo avendo fatto tesoro dell'approfondimento di molti insigni maestri, alcuni versi dei quali compaiono a mo' di epigrafe introduttiva delle liriche (dal sommo Shakespeare all'amatissimo Jimenez, Eliot a Yeats, da Coleridge a Machado, da Ungaretti a Quasimodo), riferimenti nobili che aleggiano nei versi dell'Ambrosini seguendo cioè un metodo che la distingue nettamente e altamente da molti sedicenti poeti che spesso fanno la figura di improvvisati scrivani.

Del resto è attraverso un limpido percorso di ricerca che Angela giunge al cuore del lettore in maniera essenziale ma non distaccata, senza le scorciatoie abusate della retorica e del melenso e senza la supponenza delle frasi desuete e improbabili.

Il tempo, gli elementi naturali in ambientazioni di terra e di mare, scanditi dall'alternarsi delle stagioni e delle ore diurne e notturne, artefici ogni volta di chiaroscuri e di cromatismi diversi, sono motivi ricorrenti in molti versi e danno luogo a una serie di sensazioni solo apparentemente epidermiche e invece correlate a stati d'animo profondi, problematici, evocativi, talora ripiegati tra le crespe dei ricordi e dei rimpianti, altrove spinti a guardare oltre gli orizzonti visivi, spesso stretti tra voglia di memoria e ansia di ulteriori traguardi esistenziali.

Uno spleen ispirato forse pure dagli acquerelli della Madre Liliana, uno dei quali "Riflessi" non a caso proposto in copertina.Già debuttante in prosa con "Storie dall'ombra" sul disagio psichico, Angela Ambrosini ha appena vinto la sezione narrativa della XXX edizione del Premio Nazionale "Terra d'Agavi" a Gela con la più recente raccolta di racconti, "Semi di senape" (Ed. Mef) ed è stata definita dalla giuria «tra le voci più rappresentative del primo decennio degli anni 2000». Un ambito riconoscimento che completa la figura letteraria dell'autrice umbra per la quale val bene l'"epitome" citata in sede di presentazione, "a thing of beauty is a joy forever".

Recensione
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza