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Il poeta Michele Martinelli riprova a lanciare una nuova sfida al pubblico ancora interessato ai temi culturali. L'artista, infatti, sta per dare alle stampe una produzione poetica di ispirazione politica che certamente non mancherà di suscitare il dibattito. Questo a dimostrare come la feconda mente del poliedrico artista materano è sempre in continua creatività.

Tutto del quotidiano vivere ha toccato Martinelli dalla poesia religiosa, a quella artistica – vedi quadretti fiorentini – da quella ambientale quali i Sassi di Matera, all'amore, insomma ogni cosa che è propria del poeta. La politica giunge in un momento di presa di coscienza dell'artista in rapporto a come questa guidi la vita sociale dell'uomo. Di conseguenza non può sottrarsi la stessa all'attenzione con l'osservazione critica dell'uomo che, come ogni uomo, la subisce, a volte passivamente. La produzione prossima alle stampe ha il titolo, già definito di Tra, Quercia e Ulivo. Perché questo titolo? "Sono elementi della natura che ispirano i poeti. Logicamente alla politica che fa soltanto propri gli elementi naturali quando poi la stessa è ben altro. E' una situazione di fatto che deve agevolare il cittadino, un essere umano con tutti i suoi problemi".

Martinelli che significa la politica in poesia? "Entro nella politica in forma poetica perché anche il poeta deve occuparsi e salvaguardare certi valori, certi principi che non sono soltanto suoi ma di tutti, a livello universale. Quello che dico nella silloge è vero che rispecchia la politica italiana ma, parallelamente, diversi problemi sono uguali a quelli delle altre nazioni del mondo intero".

Della politica sono cambiati soltanto i segni? "Non credo. Sono cambiati anche gli uomini i quali sono lontani dai problemi reali. Eppure sono stati eletti dal popolo".

La poesia politica di Martinelli come può essere letta? "Può essere letta serenamente perché evince problemi e situazioni di fatto e non hanno conclusioni e determinatezza".

Può creare polemica? "E' un sasso nello stagno. E' dinamica nel momento in cui vai a fare commenti e discussioni. La mia è una poesia °politica" aperta al dialogo. E' attuale ed è quindi lo specchio della realta in cui viviamo. Con tutti i difetti e i pregi che possono essere messi in discussione se fosse fatta la °politica" con razionalità e senso di responsabilità, portando a termine i progetti che i politici stessi e con essi la politica fa ogni qualvolta viene presentata".

Cosa vuole essere la poesia politica per Martinelli? "Un momento della propria creatività per un riscatto sociale più concreto, più costruttivo, più fattivo. Vivo la realtà con un riscontro politico che non è adeguato all'evoluzione dei tempi e alle esigenze del cittadino e di chi spera opera culturalmente".

Le poesie si snodano nelle pagine senza aver alcun titolo sono di facile presa e anche in conseguenza di constatazioni di fatto verificatosi nel corso del quotidiano vivere come "Il Nord trita il Sud | il Sud strozzerebbe il Nord per distorte leghe | che d'inganni | vogliono seppellir il Sud".

Secondo il poeta Martinelli "La lavagna si usa | anche a Palazzo | con Buoni contro Cattivi | anzi tra Buonisti e Cattivisti | io non so se sono | Buonista o Cattivista | tra questi ci sono i perfidi | che dan pene ai cespugli | nati tra Quercia e Ulivo".

Martinelli attraverso la lirica chiede: "Estrema pietà | per i corpi scheletriti | avvinti nell'ultimo abbraccio | chiedo ai sordi, | ai ciechi, | ai muti governanti | che di morti son sazi'". E invita a: "Non protestate, pretendete | una democrazia più giusta. | Non piangete sul massacro delle ingiustizie fattevi. | Godete voi tutti | la libertà della democrazia | con gli occhi di chi | soffre la guerra".

E con occhio particolar al meridione Martinelli in poesia dice: "Non finisce ancora | il calvario del Sud-Est | i nostri uomini | erano muli servili | le donne schiave | simili a cagne | sempre in calore. Profondo canyon | s'è aperto appena | tra i vinti di ieri | e gli svantaggiati di d'oggi, | tra leghisti e sudisti, | che al calar del sole | le loro ombre si confondono | tra Ulivo e cespugli." Riferendosi al periodo clou di Mani Pulite il poeta esprime in lirica; "Abbiamo dato un dito | si son presi tutto il braccio | i magistrati per Mani Pulite | e di polli e di prodi | son pieni i Poli | che di orconi | si beano al riscatto". Altro argomento a cui l'occhio vigile del poeta non sfugge è quello riguardante l'usura: "Di usura si muore | rimettiamo i nostri debiti | ai nostri debitori | senza tentazionie prestazioni | oltre la legge dei potenti | liberi e mai usurpati".

Ma sono ancora tante le argomentazioni che Martinelli tratta. Lo fa con il piglio dell'uomo attento, del cittadino comune, e riporta le sensazioni in versi che si fanno lettura, dialogo, comunicazione, dibattito. La pietra nello stagno il poeta l'ha lanciata. Ora vorrà vedere i cerchi concentrici chi coinvolgeranno.

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