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Liceali. L’insegnante va a scuola

Il parere di una collega svedese

Ho letto il tuo libro con grande gioia e apprezzamento. Tu, grazie alla tua lunga esperienza descrivi i giovani e la vita nella scuola in tutti gli aspetti, sempre creando l’atmosfera giusta, vibrante del brusio di voci, scoppi di risa e movimento. Per me, che ho vissuto le stesse esperienze, le sensazioni di nostalgia e i ricordi personali sono stati emozionanti. Il tuo grande amore per i giovani ti ha ispirato a formulare “racconti istruttivi” per salvare la loro vita, per un futuro felice e armonioso.

Anche nelle poesie si sente che tu vorresti “infilarti sotto la loro pelle” e conoscere la persona fino in fondo per consolarla e aiutarla. Allo stesso modo mi sembra che tu sia convinta che per vivere la vita è necessario avere anche esperienze brutte durante la giovinezza per imparare.

Hai una intuizione pronta per lo stato d’animo di ogni studente come se dovessi seguire “il filo conduttore” della tua lezione. Questo è davvero ammirevole e mostra la possibilità che offre il tuo libro di indurre i professori a osservare i comportamenti degli allievi attraverso l’insegnamento personale.

Questo sottolinea la grande importanza dell’insegnante nella vita di un giovane, la persona più importante, subito dopo la famiglia e, qualche volta, il sostituto di quella. Tu esprimi anche mie esperienze ne “Il piacere d’insegnare”. La differenza tra noi può essere che io ho sempre avuto un po’ paura di non poter fare lezioni proficue così come avrei desiderato poiché l’insegnamento di chimica si basa sugli esperimenti, fatti durante la lezione.

“Istruirsi e ri-istruirsi” era il mio motto, ispirato e somigliante a quello dell´Accademia del Cemento di Firenze: “provando e riprovando”. Purtroppo, il caso è sempre presente e gli esperimenti possano fallire. Nell’ultima riga di una poesia ho riconosciuto me stessa: “e la prof ha tante cose da imparare!” Una volta ho scritto in svedese “un insegnante (lärare) è una persona che durante la sua vita impara (lär sig) sempre di più dei giovani”. Quindi la poesia ha parlato direttamente a me.

Le poesie dedicate agli studenti sono piacenti poiché descrivono in modo incomparabile, secondo me, persone e situazioni, senza dire troppo.

Fai “bozzetti” con parole bellissime: fiori, farfalle, uccelli e colori e metafore con il cielo, il mare, il vento e cavalli in corsa e il lago che ribolle.

E le parole delle poesie tragiche sono suggestive, come anche le parole in gergo. È impossibile scegliere la poesia più bella, ma “Emozioni” e “Il diciottesimo compleanno” mi stanno a cuore.

Recensione
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