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Il segreto della cavallina storna

Un’altra veritÓ sull’omicidio Pascoli

Chi, anche da adulto, non ricorda commosso quella poesia di Giovanni Pascoli che tanto ci aveva commosso: la cavallina storna che portava a casa il padre del poeta ucciso a tradimento da una fucilata? Ci hanno sempre raccontato che l’assassino Ŕ rimasto impunito, tre processi non sono bastati a identificare il mandante di un delitto che ha reso orfano otto fratelli prima di padre e poi anche della madre, morta di crepacuore.

Improvvisamente, e distanza di anni, emerge “un’altra veritÓ” su questo delitto rimasto senza colpevoli. Una versione diversa da quella conosciuta che ci propone Maurizio Garuti con il suo specialissimo modo di narrare anche le storie che altri gli raccontano.

“Il segreto della cavallina storna – Un’altra veritÓ sull’omicidio Pascoli ” Ŕ, appunto, quest’altra versione dei fatti; raccoglie le memorie di un adulto che, fin da bambino cerca di conoscere e capire il significato di una frase pronunciata dallo zio Alberto: “Meriterebbe di fare la fine di quello lÓ…”, ma sia “quello la” non gli Ŕ concesso di sapere.

Una introduzione e 33 capitoli, brevi, attraverso i quali Maurizio Garuti ci mette a contatto con la civiltÓ contadina di quegli anni in ogni suo aspetto. Ma Ŕ nelle stalle, dove durante le lunghe sere invernali si raccontavano le storie, anche quelle che i bambini non avrebbero dovuto ascoltare, che si sviluppa la curiositÓ di questo undicenne. CuriositÓ che non si soddisfa in modo impreciso e, se gli adulti non lo fanno i bambini, come il nostro protagonista, continueranno a cercare di scoprire chi fosse “quello lÓ” e quale fosse stato il suo destino. Che fine aveva fatto in altri termini.

Una narrazione fluida, coinvolgente che ci porta a contatto con paure ancestrali come le incursioni nel cimitero del piccolo Bruno con l’amico pi¨ caro, timori per figure pi¨ temute che amate come il fattore che conta anche i sassi di ogni proprietÓ e se ne accorge se ne manca uno. La figura della nonna, l’azdora, la inizialmente numerosa famiglia Dacˇrd definita come un albero con radici, tronco, fronde e foglie.

Gli anni passano, le guerre finiscono e le grandi famiglie patriarcale si sfaldano nella ricerca di una vita meno faticosa di quella contadina…

E infine una veritÓ svelata, una ipotesi che il custode ha mantenuto segreta per tanti anni.

“…Non ho mai reso pubblico quel segreto per il timore di disonorare la mia famiglia e di offendere persone molto pi¨ importanti di me.

Ora, dopo tanti anni, penso che sia venuto il momento di dire la veritÓ.”, scrive Bruno a conclusione di quanto ha raccontato a Maurizio Garuti.

Un’altra bellissima opera letteraria che questo autore ci propone consentendoci di viverla quasi da protagonisti e che, una volta letta, fa venire voglia di riprendere la lettura da capo per riscoprire le tante spigolature di un mondo antico e di una Romagna straordinaria che pu˛ restare solo nel cuore assieme alla poesia del poeta.

…“O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;…

Recensione
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