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Quando non ci ristora nessun letto e nessun sole, una buona lettura infonde benefica serenità. Ed io ringrazio il poeta Giovanni Chiellino per avermi consentito di entrare così profondamente nell'intimo universo dei suoi sentimenti, di cui ogni poesia è un grido del cuore, un battito d'ali del pensiero.

Ho appena terminato di leggere anche la dotta prefazione dell'editore Sandro Gross-Pietro, magicamente in sintonia con il giudizio di altri autorevoli commentatori, perciò le mie parole rischiano d'essere superflue, ripetitive e magari banali; tuttavia, come fanno i giocatori di dadi, non mi sottraggo all'opportunità di lanciare anche i miei su questa meravigliosa, immensa tela di parole. Ed avendo osservato che, nella sua premessa, l'autore ha menzionato la città d'Itaca e – guarda caso – proprio ad Itaca si tesseva una tela che non finiva mai, suppongo che Giovanni Chiellino abbia progettato e portato a termine la sua straordinaria tela con gli auspici della dea Atena la quale, fra una guerra e l'altra, trovò il modo d'inventare gli strumenti del filare e del tessere, forse coltivando il sogno di poterli, un giorno, usare per le parole: "Con tenacia coltiva il sogno di trovare | un giorno il suono incipitario, il suono | che riporta l'eco lontana della prima voce | e intanto lotta sul filo della vita e della morte".

Talvolta i lembi del tempo passato, ma non trascorso, emergono con dolcezza emozionando e facendo riflettere: "l'infinito ondeggiare degli eventi" oppure "strade dei primi amori | del fresco conversare | per liberi pensieri " ed ancora "tu tessi nel telaio dell'amore | gli attimi che raccogli premurosa". Sono pagine che destano l'ansia, che angosciano l'anima con "rigagnoli di sangue per innaffiare | i filari delle croci ", con "l'eterno pugnale di Caino | avido di sangue e fertile di morte", ma rimangono senza risposte, poiché "le palpebre del sole si chiusero sul giorno | e i rami della notte avvolsero la terra". La tessitura prosegue, tuttavia 'finito di tessere la tela | ci accorgiamo che trame e stame | si sono incrociate nel telaio del Nulla ".

Vi sono versi che traggono ispirazione dai colori della natura: "Rosse bocche aspettano | il bacio della pioggia" "Si adorna di rosso il canto degli uccelli" "rossa la criniera dei cavalli" e pare di vedere la forsythia mentre esplode "in gialli fiocchi esultanti " o il candido giglio puro nella purezza della luce " e, in estate, "Oro, oro sui campi | ondeggia il grano per tutta la pianura" "su, su per la collina | e giù, giù lontano verso il mare" il tutto in uno scenario naturale di riposante bellezza.

La poesia è nelle cose, ma soprattutto è nel poeta che sa coglierla in esse e tradurla in versi vibranti di sensibilità ed amore; ciascun filo ordisce cose fantastiche 'frutto color mogano | si libera dal guscio, precipita | torna all'antico grembo" "bacche rosse a grappoli | belle nel verde delle foglie" " Sublime bellezza del mandorlo in fiore. | Piume d'angelo appese alle sue cime". Alcuni incroci sono folgoranti e ci fanno trattenere il respiro: "diversi troni per lo stesso regno | apici estremi dell'umana mente | l'Arte, la Scienza, il Canto del Poeta"; altri sono addirittura struggenti: "All'annoso telaio calma seduta | segui con occhi vigili la tela ".

La lettura di questo libro è assai piacevole. Molti versi rimangono nell'anima ed io li rivisito volentieri, quasi fossero cari amici sempre pronti ad accogliermi con immutato calore: "Da quella chiara fiamma nascono raggi | che per antichi cieli si diffondono " "La vita quel che toglie non ritorna | ci lascia solo il nulla dei ricordi " "Resta nell'aria tiepido il profumo | del nero fiore della solitudine" "rimane lo strappo della tela | quella che non passa dall'ordito "; versi che si lasciano cogliere, sempre diversi, sempre limpidi e pure misteriosi. Il filo scorre alternativamente sopra e sotto le successive trame, costituendo un tessuto uniforme e compatto, un tessuto che si accarezza con gli occhi dell'anima e non ha alcun rovescio da nascondere.

La tela di parole si completa con alcuni deliziosi fiocchi di "haiku". Ed io, così come ho iniziato, vorrei terminare rinnovando al poeta Giovanni Chiellino i sensi della mia più sincera gratitudine per avermi reso partecipe del suo poetico viaggio, lungo l'intero arco della sua vita.

Recensione
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