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Vincenzo Rossi è un poeta multiforme per la sua indubbia e multimediale abilità d'inventare e per la sua capacità espressiva e tecnica di riuscire a scrivere in diverse lingue (francese, spagnolo, inglese, e l'italiano naturalmente). Dopo lunga e amara esperienza cittadina, come dice lui (autodidatta, insegnante, preside.... ), è ritornato ai suoi amori della vita libera dei campi: pastore, coltivatore, contadino. . . a Cerro al Volturno. In questi Giorni dell'anima è contenuta quasi tutta la produzione di una vita intera e la rabbia, la gioia, e le aspirazioni, con le grandi illusioni e la rassegnazione di un'esistenza vissuta tutta intera, con passione, senza sbavature. E anche se:

Sbandato dalla turba dei miei simili
oggi ricerco i luoghi solitari
dove l'occhio passa dal fiore celestino
della cicoria a quello vermiglio del cardo.

il poeta non sa mai abbattersi grazie ai «visibili lumi» che il dono della poesia gli offre e nonostante la caparbia coscienza che il mondo in fin dei conti sia tutto lì, oscillante «tra il tutto e il niente». È poesia forte dalla scrittura tersa e ben fatta, originale per la intuizione della mescolanza fra il parlato e l'invenzione lessicale.

Vivere grondante per la terra arsiccia
dove più batte l'ombra dell'invidia
scuotere la pioggia con la mano alzata
l'aria silenziosa e fredda della notte
vincere col cuore il grido della vita
perdere cantando il proprio fiore
salir le valli ed affacciarsi al mare
senza ira né voce di spavento...

e poi con gli «Epitaffi» di Nicolina l'Imbrogliona, o della Peccatrice, e poi del Magliatore. . . si entra nel vivo di un mondo magmatico di eventi e di humus, di gioie e di ironie indimenticabili. «Insomma, — come scrive Ferruccio Ulivi in una sua ottima presentazione — per riportarci al punto, siamo grazie al cielo dinanzi a chi vive autenticamente i suoi giorni tra le "opere" e le immagini campestri e — dove — grazie ai suoi Epitaffi — è elusa la riserva sentimentale e, insieme, il conformismo estetizzante». Vincenzo Rossi è, dunque, poeta tutto da riscoprire e da leggere con molto interesse. E, ironia della sorte o del destino, pur tra fossi e campi, Vincenzo Rossi abita in buona compagnia in via Eugenio Montale a Cerro al Volturno.

Recensione
I giorni dell’anima
poesia 
Autori
Vincenzo Rossi
Edizione:
Il Ponte Italo-americano
New York 1995

Introduzione dell’autore - pp. 536

Recensione a cura di
Pubblicata su:
L’Ortica nr.9/1996
 

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