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Un cadavere e mezzo senza scarpe

Il Giorno dei Libri

Il commissario Fulvio Bernardi, in servizio alla Questura veneziana di San Lorenzo, verso i 50 anni ben portati, scapolo un po’ dongiovanni, buongustaio con attenzione al bere e al mangiare, con una passione per la scultura, si muove per i quartieri, i caffè, i locali, gli alberghi, le botteghe, i mercati, della città dietro al suo fiuto che ogni volta lo guida sulle tracce dei malviventi e dei loro delitti. Noto per i suoi metodi creativi nel condurre le indagini e tollerato con circospezione dal questore per gli ottimi risultati ottenuti, ha come suo braccio destro l’agente Erminio Basso, fedele e preciso esecutore dei suoi ordini. Ha una relazione con una piacente nobildonna veneziana, divorziata, la contessa Ludovica Soranzo, della quale subisce il fascino, resistendo alla gelosia pressante della donna e nello sforzo di non rimanere prigioniero del suo carattere possessivo.

Ecco le situazioni intriganti che si succedono nei primi due romanzi della serie “Un cadavere e mezzo” e “Senza scarpe”, pubblicati dalla Biblioteca dei Leoni (pp. 240, euro 12). Due storie che prendono, solleticando il lettore non solo con la tensione tipica del poliziesco, ma anche con le molte curiosità relative all’incantata città di Venezia. “Un cadavere e mezzo” parte da una ragazza esanime sulla fondamenta di un canale. Un cadavere? Diciamo... mezzo. L’importante è che l’aggressore ne sia convinto. Un giornalista fiuta lo scoop e collabora con il commissario Bernardi che, dietro a un raro reperto, certificato da un famoso archeologo e da un celebre esperto di iscrizioni assire, scopre un intrigo di danaro e di passione. “Senza scarpe” ci porta nel mondo delle grandi nave e delle crociere, con cui Venezia ha ancora a che fare. A bloccare una crociera in partenza dalla laguna sono, uno dopo l’altro, un cadavere femminile privo di scarpe e successivamente un cadavere maschile, ripescati entrambi non lontano dalla questura. Il commissario Bernardi conduce la sua inchiesta a bordo districandosi nel labirinto di corridoi, cabine sale e saloni della grande nave.

L’autore, Giulio Barbarigo, pseudonimo di un veneziano di lungo corso, conoscitore dei luoghi e di tutte le trame d’amore, di potere, di affari della sua città, attraverso le storie che hanno come protagonista il commissario Bernardi ci conduce con piacevole suspense, oltre che alla soluzione degli intrighi e dei delitti, alla scoperta dei molti segreti, traffici, vizi, virtù e misteri di una Venezia che vive all’ombra del suo grande passato di Serenissima Repubblica tra grandi raffinatezze superstiti e il becero turismo contemporaneo.

Recensione
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