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Un bell'amore

«Giace | sotto questa pietra | Elisabetta de' Conti Teotochi | corcirese | consorte al veneto patrizio | senatore decemviro inquisitore di Stato | Giambattista VI Giuseppe Albrizzl |...chiara per nobiltà avita e maritale | veneziana de Stael come ne scrisse Byron | saggia quale la proclamò Pindemonte Ippolito | per avvenenza perspicacia sapere cortesia | magnificata da molti sommi | che le diedero gloria scrivendo | quanto Canova scolpendo per donarle | autrice varia arguta dotta elegante |:.. caro modello ai cittadini e stranieri | figlia sviscerata sposa tenerissima  | madre cui le antiche greche appena comparabili |...»

In questo epitaffio, scolpito sul sepolcro nella chiesetta delle Grazie a Preganziol, nessun accenno all'amore che sconvolse la sua vita e che, dopo brevi settimane di passione, trasformatosi in fedele amicizia, legò tutta la vita la bella Elisabetta (detta Isabella) ad Ugo Foscolo.

A colmare la lacuna, sfrondando il ritratto della dama dagli eccessi di "funebre adulazione" per riproporre e in un certo senso svelare che cosa Isabella fu e rappresentò nella cultura veneta ed italiana del tempo ecco il volumetto di Antonio Chiades Addio, bello e sublime ingegno, addio pubblicato, per iniziativa della Provincia di Treviso, dall'editore Scheiwiller insieme alla ristampa anastatica delle prima edizione (1807) e parte della seconda (1826) dei Ritratti di Isabella. I due volumi sono stati presentati a villa Albrizzi-Franchetti e illustrati da Nico Naldini, Vanni Scheiwiller, Andrea Zanzotto e Gianfranco Folena. Una serata che ha fatto rivivere al pubblico l'atmosfera dell'Arcadia in quel sito fra poesia e musica.

Antonio Chiades, giornalista e scrittore trevigiano, è riuscito, collegando il carteggio fra la Teotochi e il poeta, a far rivivere, con le vicissitudini dei due protagonisti, anche quel terribile, meraviglioso periodo che fra 700-800 segnò la svolta politica filosofica e letteraria dell'Italia e dell'Europa.

Naldini presentando i relatori come un "maggiordomo" dei tempi di Isabella, Folena nel raffronto fra la colta, raffinata Isabella e le altre donne amate da Foscolo sempre sullo sfondo del paesaggio trevigiano, Scheiwiller spiegando il perché della sua entusiastica adesione all'iniziativa della Provincia di Treviso, hanno sviluppato e completato il quadro offerto dal volumetto di Chiades e dai Ritratti. E infine Andrea Zanzotto, autore della prefazione ai Ritratti ha preso lo spunto dal personaggio di Isabella – "una delle figure più rappresentative della femminilità, intesa come attivatrice di possibilità spirituali; ella sa gestire, con passione gentilezza oblatività sottigliezza duttile, il traslocare degli affetti e dei grandi miti culturali che emergono e maturano rapidi in quegli anni..." – per regalare al pubblico una stupenda incisiva, completa anche se sintetica lezione di storia, analizzando con distacco il bene e il male dei grandi entusiasmi nazionalisti dai quali anche Isabella e Foscolo si lasciarono coinvolgere.

Recensione
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