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Torna l'Arcadia a villa Albrizzi

Con la presentazione del volume Addio, bello e sublime ingegno, addio di Antonio Chiatta, abbinato alla ristampa anastatica della prima edizione (1807) dei Ritratti» scritti da Isabella Teotochi Albrizzi, è tornata per una sera l'Arcadia nella bella villa sul Terraglio, testimone del grande amore fra la bella dama e il giovanissimo Ugo Foscolo. E, insieme, la Provincia – che ha promosso la pubblicazione dei preziosi volumetti, stampati dalla tipografia Zoppelli a cura di Vanni Scheiwiller e Bruno Termite – ha ufficialmente consacrato – come ha sottolineato il presidente Lino Innocenti – la funzione del complesso architettonico e naturale di villa Albrizzi-Franchetti che destinato a sede di rappresentanza dell'Ente, si appresta a diventare, ospitando l'Istituto internazionale Maritain e la Fondazione "Le Venezie", un punto di riferimento fra i più significativi della cultura nazionale. È tornata l'Arcadia richiamata da Maria Grazia Grassini e Svaldo Ruggeri che hanno dato voce all'amoroso epistolario fra Isabella e l'autore de I Sepolcri in una atmosfera resa ancor più suggestiva dal sottofondo creato dal duo Caroli-Scattolin (flauto-chiterra classica) con musiche di Vivaldi, Benedetto Marcello, Villa Lobos). Una serata di raffinato spettacolo-cultura aperta da quello squarcio di storia italica attraverso il costume, le guerre, la letteratura e fermenti del nascente romantismo, scaturito dagli interventi di Vanni Scheiwiller, Nico Naldini , Gianfranco Folena e Andrea Zanzotto. Un tuffo in quegli anni a cavallo del 700-800 che videro Treviso e la Marca protagonista attraverso i personaggi che la frequentarono. Accumunando nel ringramento quanti hanno collaborato all'iniziativa all'iniziativa l'assessore alla cultura Giuseppe Marton ha sottolinato il particolare apporto dato da Andrea Zanzotto "colui che ci ha condotto per mano".

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