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Ugo Foscolo e Isabella Teotochi Albrizzi

Qualche tempo fa nella festosa cornice di villa Franchetti a Preganziol, a cura dell'Amministrazione provinciale, si è tenuta una serata in onore di Antonio Chiades, con la presentazione del suo ultimo libro Addio, Bello e Sublime Ingegno, Addio (Ugo Foscolo e Isabella Teotochi Albrizzi).

Facevano gli onori di casa il presidente della provincia on. Lino Innocenti e l'assessore alla cultura on. Giuseppe Marton, con i letterati Nico Naldini, Andrea Zanzotto, Gianfranco Folena e l'editore Scheiwiller di Milano che hanno illustrato l'opera di Chiades e di Teotochi Albrizzi. Era presente un folto pubblico attento e partecipe con i più bei nomi del mondo culturale veneto.

Un elegante cofanetto è stato offerto dall'on. Lino Innocenti agli invitati contenente i due libri che, come ho detto, sono di Chiades (Ritratti) e gli scritti da Isabella Teotochi Albrizzi (1807-1826) con l'introduzione del poeta Andrea Zanzotto, un carteggio di lettere di corrispondenza con Ugo Foscolo. Il volume di Chiades ne è di utile completamento con una ricca ricerca su Isabella e Ugo e traccia il profilo, sotto l'aspetto umano, dei protagonisti con documenti che fanno rivivere questa interessante storia d'amore.

Il compito di Chiades è quello di averci fatto capire (e ci è riuscito) l'importanza che Isabella ha avuto nella vita di Ugo Foscolo, in quanto ne ha influenza l'esistenza. Lei aveva qualche anno pii di lui, giovane diciassettenne ancora inesperto.

La villa del Terraglio apriva sovente le sue porte ai grandi artisti ospiti di Isabella Teotochi Albrizzi come Antonio Canova, Ippolito Pindemonte e altri. Insomma era un salotto molto frequentato. Ugo Foscolo, nel suo girovagare da un paese all'altro, mai si scorderà di Isabella e lei, in una delle sue ultime testimonianze, scrive dà Venezia il 9 dicembre 1824: «... Scrivetemi pure quanto più spesso potete col mezzo di questi esseri erranti che trottano spesso per l'Europa sbandatamente come noi per la piazza di San Marco. Amatemi sempre. Addio, Bello e Sublime Ingegno, Addio. Isabella Albrizzi».

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