Servizi
Contatti

Eventi


La bella contessa greco-veneziana che fece perdere la testa al Foscolo

Crediamo di non scoprtre niente di nuovo dicendo che Brescia, in genere considerata una città .fredda. nei confronti della cultura, ha il merito di aver tenuto a battesimo una delle opere fondamentali della letteratura italiana del primo Ottocento: fu infatti per tnrtù ed opera di Nicolò Bettoni, tipografo ed editore, che videro qui la luce nei 1807 I Sepolcri di Foscolo, il più celebre dei suoi carmi nati tutti fra f contrasti e le !aceraztoni profonde di una vita errabonda. Ma molti forse ignorano che in quello stesso anno di grazia 1807 il medesimo Bettont pubblicò un'operima più caduca ma singolare: i Ritratti scritti da Isabella Teotochi Albrtzzi, che del Foscolo fu musa e ispiratrice, unica donna forse delle tante da lui amate verso la quale egli conservò, dopo le fasi acute della passione, un'amicizia destinata a durare fino alla morte.

Ora Scheiwiller di Milano pubblica in due volumetti complementari la storta di questo amore e di questa amicizia: il primo è la ristampa anastatica della prma edizione del 1807 del Bettoni dei Ritratti di Isabella Teotochi Albrizzi, qui introdotti da Andrea Zanzotto (in tutto sedici medaglioni più altri tre, tratti dalla quarta edizione del 1825, dedicati a scrittori e intellettuali del tempo, Pindemonte. Cesarotti, Canova, Alfieri, Lord Byron, che frequentavano il salotto Albrizzi a Venezia); il secondo, col titolo Addio, bello e sublime ingegno, addio, è il racconto che uno studioso, Antonio Chiades fa di questa relazione fra Ugo Foscolo e Isabella .Albrizzii, seguendo le tracce e riportando vari stralci del loro lungo epistolario.

Certamente Foscolo era rimasto molto colpito da questa donna, che amava circondarsi, sia a Venezia che nella sua villa sul Terraglio), di intellettuali ed artisti. Di origine greco-veneziana tutti e due (Isabella era nata a Corfù nel 1760, Foscolo era nato a Zante nel 1773), si può dire che la loro storia privata ed umana va di pari passo con i grandi miti culturali che emergevano e maturavano rapidi in quegli anni, come scrive Zanzotto. Foscolo entra per la prima volta nella vita di Isabella a 17 anni: lei ne ha già 35 è, reduce da un matrimonto annullato, sta per sposare Giuseppe Albrizzi, inquisitore di Stato, un uomo ricco, tollerante e mite.

Il matrimonio avviene infatti nel 1796, ed è forse !a causa di un primo allontamento del Foscolo, anche se la presenza di Isabella incide sulla componente autobiografica che sta dietro la stesura delle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Ma il Foscolo non è certamente un amante fedele, e l'esilio nella Repubblica Cisalpina lo vede protagonista di altri tumultuosi amori: con Teresa, la moglie di Vincenzo Monti, con la toscana Isabella Rondoni, con la milanese Antonietta Fagnani Arese. Il 1802 è l'anno del riavincinamento con l'Albrizzi ma passeranno ancora quattro anni prima che il poeta, ormai ventottenne e celebre, riveda Isabella per manifestarle il suo amore.

La passione, però, sarà di breve durata, anche perché il Foscolo, che è a Brescia per seguire la stampa dei Ritratti, perde la testa per una nuova fiamma: la bresciana Marzia Martinengo. Il rapporto con Isabella assumerà quindi un aspetto più idealistico, fatto di tenerezza profonda, di devozione, di rispetto. Da quel momento .la corrispondenza foscoliana con Isabella Teotochi – scrive Antonio Chiades – sarebbe durata, pur diradandosi e facendosi più formale, tutta la vita: in particolare la contessa greco-veneziana era diventata sempre più depositaria di progetti, pensieri, programmi. amarezze, intimità sfoghi.

In realtà queste lettere sono come il filo conduttore che ci aiuta a dipanare l'aggrovigliata matassa dei sentimenti del poeta perennemente in fuga e in esse si avverte il nodo emblematico della fantasia foscoliana, nutrita di succhi preromantici, di rigore illuministico, di esasperata ricerca di valori assoluti e universali. Resta in fondo il curioso abbinamento di queste due vite e di questi due destini, che s'intrecciano anche attraverso l'uscita contemporanea dei Sepolcri e dei Ritratti presso Bettoni di Brescia, quasi a rinforzare quel rapporto d'interiorità che l'inquieto Foscolo insegue tra le sue molte vicissitudini. Ed è bello pensare che da questi schzzi di persone, disegnati con lieve sensibilità e capacità psicologica da Isabella Albrizzi venga una luce che proietti il suo raggio su tutta l'opera del celeberrimo poeta.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza