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Poesie e racconti nello stesso libro: una scelta che non condividiamo: dà l'impressione di un autore che abbia pubblicato i propri scritti senza curarsi dell'aspetto qualitativo: invece l'opera mostra pregi di sobrietà ed eleganza.

I cinque racconti, raggruppati sotto Brevi incontri, presentano una prosa corretta, priva però di slanci e un poco anonima; interessante comunque l'ultimo brano, Ritorno, per la penetrazione – anche fantastica – del soggetto; dal che si deduce che il Banchini è prima di tutto poeta.

Le due sezioni iniziali del libro infatti (Oscillazioni e Attese), comprendono liriche il cui impianto classico è fin troppo evidente: metrica inappuntabile e tendenza a un linguaggio aulico ricco di figure; un procedimento tecnico come l'epanalessi s'incontra con frequenza; ne diamo un paio di esempi: "Oh l'azzurro, l'azzurro, vela protesa" (Esortazione): "Dove, dove pregarti, se non sotto | un cielo" (Creato); alla lunga può divenire stucchevole.

Escludendo quindi certi stilemi d'effetto o particolari artifici, Banchini si conferma un poeta che sa scrivere: impeccabile nella forma e rigoroso per coerenza stilistica; malgrado il referente originario, i risultati sono personali: "Sotto spirali d'ombra già si dissolvono/le cose del cui breve cerchio ero fibra, /lenta la loro vita segreta esalano" (Notte).

In questo raffinato equilibrio balza evidente la capacità di incanalare nella costrizione del verso tradizionale un estro creativo non comune.

Recensione
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