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Poeta singolare Ferdinando Banchini. nel suo lirismo dominano riflessioni esistenziali. memorie, osservazioni. L'Autore appare a tratti cinico, a tratti disilluso, ma su tutto aleggia una attesa come "arpa di luce trepida sui vetri", paragonabile, dice il Poeta, all'attesa degli alberi quando senza frutti e senza foglie attendono "nell'aria cruda/la nuova fioritura".

Nel suo lacerante lasciarsi andare alle osservazioni della natura, del tempo e delle cose, Banchini abbandonandosi all'onda descrittiva della fantasia, si immerge nella ricerca affannosa di Dio. Ma dove cercarlo? "Dove. Signore | se non in mezzo a tanta tua profusa | luce d'amore?" (p. 40)

Ed ancora altre riflessioni sempre sul tema della necessità di parlare con Dio, al fio della Croce nel bisogno di chiarire, o meglio, di giustificare: "Ti flagellammo, ma non c'era, credi, partecipazione | ... | Ma ci mancò l'amore |  tutto Pietà di noi, Signore." (p. 44)

E così la ricerca del Poeta prosegue tenace e dolce nell'immenso labirinto di questo inquieto vivere, quasi un canto accorato che diventa grido, bisogno assoluto di ritrovare valori perduti Infine l'ottica dell'Autore si sposta e si dirama per diventare racconto attraverso "Brevi incontri", ministorie emblematiche, forse, ma vere. Visioni quotidiane visualizzate nell'intimo "Autobus", "Passeggiate in periferia", ecc.

Il suono di tutte le cose pulsa nell'animo dello scrittore in un continuo divenire personale e surreale.

Per Banchini ogni giorno è un'attesa nella consapevolezza che tutto nella vita è passaggio e cambiamento poiché nulla è definitivamente raggiunto. L'Autore fra le ragioni ed il sogno si pone, quindi, nell'attesa che il seme si tr,:sioimi in fiore e che il mistero divenga luce.

Recensione
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