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Attese è il titolo dell'ultima raccolta di versi di Ferdinando Banchini, pubblicata da Luigi Pellegrini editore in Cosenza. Come si legge nella breve presentazione, «tutto nella vita è passaggio, è cambiamento, è divenire e, quindi, tutto è attesa, poiché nulla è definitivamente raggiunto...» E ancora: «L'attesa è vigile inquietudine, apertura rapida a tutte le possibilità, a tutte le realtà, salita verso il momento della scelta, sguardo rivolto a ciò che ancora non si vede...». Ma le attese, secondo l'autore, sono anche oscillazioni e brevi incontri; questi ultimi riportati a chiusura del volume in forma di prosa.

Nelle «Oscillazioni» (la prima parte) possiamo leggere tante belle liriche, da «Vuoto» ad «Alba» ad «Evento» e «Visione», ma ci è piaciuta molto «In disparte» che qui Vi proponiamo: «Borbotta la fontana | nel giardino segreto | d'oleandri sfioriti | pazienti ritmi infiniti. | Trascorrono le ore | sul quadrante del cielo, | migrazioni lunari | si perdono a orizzonti ignari, | transiti ininterrotti | di foglie nuvole ombre | parole, mentre fiotti | ardenti di fuggevole | vita crudele e carezzevole | premono. | Composta e solitaria | la fontana ciangotta». Ci pare che non ci sia bisogno di commento!

Il titolo del volume viene dato alla seconda parte, quasi un «Elogio dell'Attesa» – proprio come s'intitola la prima poesia. Segue, quindi, una breve parte (la terza) di prosa: una prosa che, a parte gli argomenti trattati — tutti interessanti ed originali (come «Gatti al corso», e «Piazza in Piscinula») — è scorrevolissima, corredata di elementi lessicali molto appropriati e ben dosata a seconda dei soggetti in riferimento.

Per i versi diciamo subito che — pur conoscendone la validità per precedenti pubblicazioni capitateci tra le mani — sono molto ben amalgamati, strutturati e resi duttili dal ritmo ad essi impresso e dalle varie cadenze di rima o assonanza. E lo notiamo molto bene in «Voce perduta»: «Lontani giorni di sabbia di vento | che con dita diafane sfiorate | la corona di fiamma del mio petto | e riportati frammenti di sole | e fluttuanti parvenze e misteri | d'abissi e di silenzi e iridescenti | favole fustive | e una voce perduta, voce amante, | che chiama e chiama e urta contro i vetri, | uccello folle dalle candide ali | che dai cieli volubili precipita».

Sono versi di grande musicalità che si leggono e si rileggono senza alcun timore di riceverne noia, ma con la gioia di carezzare il cuore.

Recensione
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