Servizi
Contatti

Eventi


Nell'ottavo volume della collana di poesie"Stagioni e parole", diretta da Adelmo Marino e Cosimo Savastano, con la consulenza di altri illustri poeti, e studiosi, sono pubblicate le liriche del teramano Luciano Recchiuti, che per la prima volta ha inteso rendere manifesta la propria produzione poetica, più precisamente un’antologia di 63 testi giovanili (composti all'età di sedici-venti anni, fra il 1970 e il 1980), accompagnata da freschissimi disegni della consorte, la prof. Patrizia Di Loreto, cui il volmne è dedicato.

“E’ l’acerbo frutto della propria creatività che, con forza, cerca di farsi largo nelle pieghe del proprio pensiero … un modo originale di vedere e descrivere il mondo esteriore e interiore, visto da occhi adolescenziali …temi che rendono incisivamente attuali i fili di parole che si rincorrono sulla carta…”, scrive l’autore medesimo nella "premessa" e come pure da lui viene onestamente riconosciuto e dichiarato, al di là di una forma letteraria che ancora. deve assumere una struttura compiuta e in cui affiora qualche ingenuità (tratti tipici di un ingegno precoce e di un’anima e di uno spirito in continuo travaglio, e che quindi nel prorompere dell'espressione "dimentica talvolta i modi dellespressione"), si riconoscono le caratteristiche del poeta cui nulla è indifferente, nulla sfugge né dell'interno del proprio essere né del mondo esteriore, oggettivo. che egli fa proprio, osserva e "trasforma", Lo stesso titolo dato al volume, per quinto non sia del tutto originale (come ho detto anche in altra occasione) è quanto mai pregnante, significativo e svela da sùbito. senza sottintesi, i contenuti delle liriche: un continuo alternarsi di certezze e speranze con il dolore. le delusioni, le sconfitte della vita, un "abbattersi” e non "risorgere" che sublimano, purificano il poeta da ogni possibile "scoria” che l'incontro-scontro con il "quotidiano", con il “banale" lo costringerebbe  a subire, a sopportare.

Originali e intetessa:nti – anche perché, lo si è detto, precoci – sono alcuni versi, alcune espressioni: "il sottile trambusto delle foglie che vanno" (Amo, p. 13), "l'ambrato colletto di pizzo del monte"; “lo stanco viaggio del sole nel cielo" (Autunno. p. 15), "l’ortica insidiosa suo verde mantello" (Campagna p. 16); "quella porta chiassosa sospinta dal vento” (Casolare di campagna, p. 18). "non potrò mai dirti ciò che provo, | e scrivere è solo passo leggero | di penna sul foglio” (Ho bisogno di te, p. 32), e molte altre che carattetizzano la più gran parte delle liriche, denotando conoscenze e capacità linguistiche non indifferenti, con cui l'allora giovane poeta ha saputo esprimersi.

A questo punto è intuitivo che Luciano Recchiuti, se ha inteso pubblicare – dopo tanto tempo – l'antologia delle sue prime liriche. certamente avrà in preparazione – o, comunque, "nel cassetto” – la sua produzione poetica successiva:: attendiamo, perciò, che venga data anch’essa alle stampe.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza