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"Il faudrait avoir intimement pénétré la vie des choses qu'on peint" diceva André Derain, Vlaminch, Matisse... a loro corre il pensiero nel leggere le stupende poesie di_Maria Luisa Daniele Toffanin, raccolte nel libro Dell'azzurro ed altro. Di per sé programmatico è già l'acquerello di Mario Missioni "Fiordalisi", che illustra la copertina: Perché è l'Impressionismo fatto poesia quello che la Daniele Toffanin usa per affascinare il lettore con un linguaggio personalissimo, ricco di cromatica sonorità, di commosso stupore, di slanci emblematici, di una poetica di grande afflato misterico. Vi è ricordo e speranza in ogni suo verso: non la pietrosa fossilizzazione del vissuto emotivo, ma la creativa e continua ricerca di nuove sensazioni. ''E dentro sento | un brulicare denso | di colori e guizzi | di stemperarli | in acqua ardente | di parole nuove".; Vi è nel suo personalissimo linguaggio la traccia di una purezza d'estrema essenzialità, la rara capacità del saper carpire attimi e sensazioni e del saperli fissare indelebilmente al magico suono della versificazione. "Bioccola il pioppo | nel limpido vento | su cascate di glicini | e macchie di rose".

Poesia assoluta nel senso pieno della parola, laddove il verso sfiora il sinfonico lirismo di una divina melodia. Il raro pregio del saper comunicare è un'altra delle (tante) virtù della poetica di Maria Luisa Daniele Toffanin. Se Georges Braque affermava che "non è sufficiente far vedere ciò che si è dipinto, bisogna anche farlo toccare", si può a ragione affermare, a nostra volta, che ogni pagina di questo libro è un palpabile fotogramma di emozioni che incantano, colpiscono, coinvolgono: sicure pennellate d'abbagliante cromatismo che stordiscono per donare all'anima nuova vivifica luce.

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