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Elsa Emmy dal pennello alla coscienza
Creo, dunque sono donna

A chi parte dal postulato che la donna è in arretrato nei confronti della speculazione pura, della razionalità rigorosa, suggerisco di leggere Donna - Arte - Marxismo. E' un libro scritto da una donna e, vedi caso, proprio sul piano della logica è assolutamente ineccepibile.

Elsa Emmy, l'autrice di questo Donna - Arte - Marxismo, edito per la collana a Biblioteca di cultura, non è nuova alle pubblicazioni speculative sul tema della questione femminile. Particolarmente la Emmy, che è tra l'altro una valente pittrice e scenografa, considera il rapporto tra la donna e l'arte: Arte, – va subito precisato, intesa come creatività, e non già come secondaria realizzazione della donna.

La capacità che la donna ha in sè di comprendersi, finalrnente idonea a inserirsi in qualsiasi attività sociale, le dà l'amara convinzione che ancora il campo dell'arte le sia precluso. Secoli e secoli di storia le hanno stretto intorno un anello di isolamento. Strutture culturali gestite dall'uomo-maschio le hanno contrapposto un rifiuto discriminante.

Ora che il processo evolutivo della donna verso la riscoperta della propria identità è avvenuto irreversibilmente, il rifiuto totale non può più esserle fatto. Tuttavia resta ancora la differenza selettiva, il «distinguo» che, al fine della realizzazione pratica, è altrettanto negativo ed emarginante: Si nota questo nella più squisita delle attività umane, la creatività appunto, in cui il razionale e il trascendente si sfumano nel fantastico ma presuppongono la genialità. E genialità, si dice, è solo maschile!

Questo libro della Emmy non fa più la storia della donna nel tempo neppure come antefatto (cose già dette in tanti libri, cose di cui forse siamo già saturi) ma riguarda il presente. Il libro ha un sottotitolo: «Autoanalisi sullo sviluppo della creatività»., E infatti il filo che lega questi «processi» alle concezioni, fin qui antitetiche, di femminismo e di arte, è una critica che parte dal personale e coinvolge man mano ogni donna. Ognuno si ritrova – anche se diversa – nella connessione tra una memoria di tradizioni di femminilità vissute e imposte da canoni culturali e la 'drammatica' ricerca di sè stesse, autonome finalmente da quei canoni. Una diversità di esperienze personali, naturalente, che però convergono tutte nella comprensione di essere donna.

Non c'è, nel libro della Emmy, nulla che si possa interpretare come un incitamento alla rivolta irrazionale contro l'egemonia del maschio. C'è invece, evidentissimo, il razionale «racconto» dell'emancipazione femminile dai falsi poteri matriarcali riconoscibili solo nell'ambito del privato. Un «racconto» ineluttabile nella sua verità: la logica dell'espressività libera della donna che, sola, sta vivendo il vero concetto di arte e a cui, secondo la teoretica dimostrata dalla Emmy, gli uomini ormai devono attingere.

Arte è sostantivo femminile, dice la Emmy. Un'arte, dunque, che parte dal «femminile» e che, come hanno dimostrato tutti gli studi antropologici è sempre stata la «prerogativa delle donne primitive per la sopravvivenza della specie comunisticamente sia di uomini che di donne». Un'arte che non sia privilegio di classe né prodotto ambito dalle strutture mercantili nella società capitalistica, ma sia invece il recupero dell'individuale visione con cui riprodurre «l'ordine della natura».

La Emmy è approdata al comunismo – forse con il travaglio delle contraddizioni, forse con la serena linearità di una logica presa di coscienza, non so. Dunque, se da una parte c'è l'ideale della conferma femminile nella dimensione – sociale, dall'altra c'è evidente il desiderio di una nuova cultura – che costruisca la nuova storia.

In questo lavoro le considerazioni della Emmy sono strettamente legate alle analisi delle strutture. In questa visione «politica» sta anche il concetto di arte non più cultura distaccata dalla realtà, ma «servizio nella struttura» gestito dalla donna. In contrapposto c'è l'arte maschile per tradizione espressione del Potere. Un libro intensissimo, tutto da leggere," tutto da comprendere.

Recensione
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