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Il diario della depressione
spunti e stimoli per chi soffre del «male oscuro»

Il mestiere di vivere: un impegno, una fatica, una sfida. A volte un male, anzi un «male oscuro» se – come ha efficacemente raccontato nell'omonimo libro Giuseppe Berto – a colpire è la depressione. Una patologia diffusa e in crescita, secondo i dati; una ferita dell'anima che contagia il corpo ín un doloroso, «oscuro» intreccio, difficile da districare. Come altri disturbi mentali, anche la depressione – da chi ne soffre – è spesso vissuta come un segno di cui è meglio tacere, quasi una vergogna da nascondere. Anche per questo la testimonianza raccolta nel recente libro ... Ergo Sum è un utile contributo.

L'autore – Aldo Trapuzzano, calabrese ma da molti anni bresciano – ripercorre i dieci lustri del suo tormentato cammino; a partire dai più lontani ricordi (l'infanzia a San Lucido, «vecchio borgo marinaro costruito su una rocca»; l'adolescenza a Genova col fratello e i genitori; poi il servizio di leva, il primo approccio con la politica e le donne; la faticosa ricerca di un'occupazione come perito chimico) fino all'incontro con Brescia. Qui, tra dubbi e difficoltà, il sospirato lavoro e un saldo matrimonio; un'ottima moglie e un bravo figlio: una vita «normale», insomma, segnata però da una «grave forma di depressione». Costante, implacabile compagna fin dall'insonnia degli otto anni, con l'ansia divorante dell'adolescenza e un vuoto cupo, inquieto, riempito da dosi massicce di farmacologici, senza beneficio. Ma, tra tante ombre, anche un po' di luce: innanzitutto la «persona giusta» di cui innamorarsi e con cui costruire una famiglia; il conforto della fede e degli affetti; infine, la nuova terapia di una fidata psichiatra, con l'invito a fermarsi; per guardarsi dentro e tentare di ritrovarsi, riscoprendo emozioni dimenticate, risvegliando risorse nuove. Attraverso la scrittura di un diario: «scrivevo di getto, ogni giorno, pagine su pagine»...

E' «un fiume in piena» quello che Trapuzzano lascia scorrere – tra realtà e fantasia, tra memorie e sogni (di gloria, di cristiana pieta, di nobiltà...) – fino allo sbocco editoriale: la pubblicazione di questa «autobiografia romanzata» densa di spunti e stimoli per chi soffre. Il vivere è un mestiere che s'impara con pazienza e fatica; il con/vivere col dolore, senza fuggire o nascondersi, aiuta a crescere; ad essere se stessi. Parafrasando il cartesiano «cogito»... «soffro, Ergo Sum»...

Recensione
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