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Ne “Gli eredi del sole” (Rapporto sulla poesia dei
siciliani, Il Vertice libri, Palermo 1987) a mio parere, le autentiche scoperte
sono tre: Pietro Attinasi, Filippo Giordano e Alfio Inserra, tre poeti dalla
sottile ironia che, nella panoramica della letteratura italiana, stabiliscono
“geograficamente” il posto della Sicilia. Attinasi e Giordano che vivono uno
nelle Madonìe e l’altro nei Nebrodi, posseggono doti poetiche eccezionali “in
assoluto” (…)
Mentre per Alfio Inserra ho avuto un solo poema su cui basare il mio giudizio,
con il poeta Filippo Giordano correrò meno rischi nel dire che la Sicilia ha un
altro poeta a rappresentarla degnamente, dato che nell’antologia Gli eredi
del sole ho potuto leggere ben dodici sue poesie. Ho sentito subito che si
trattava di un poeta da affiancare a Santo Calì (anche nella diversità della sua
poesia) a Crescenzio Cane, a Gianni Diecidue. Essi a mio parere danno vita a una
poesia geografica locale particolare, e magari campanilistica e “di spocchia
municipale” ma che diventa universale perché unica nella sua espressione
individuale e personale. Perché universale? Perché l’unicità dell’espressione
locale viene riconosciuta dal lettore di qualsiasi longitudine e latitudine. Il
lettore trova la poesia che descrive una verità che non è mai ripetizione di
qualcosa che è stata detta altrove; essa è essenzialmente diversa (nel nostro
caso è siciliana) e per questa sua diversità è arte.
Filippo Giordano scrive partendo da un punto di vista del
contadino montanaro siciliano e localizzando con precisione il suo paese,
Mistretta, in provincia di Messina, là sui Nebrodi (…). È logico che il mio
giudizio sulla poetica di molti poeti inseriti nell’antologia è relativo a
quello che sono , alla mia cultura e alla mia etica / estetica o filosofia di
vita. Mi scuso perciò se in certi punti la mia mano può sembrare eccessivamente
pesante o che quando affermo che un poeta è bravo spero che lo sia veramente per
tutti. Ripeto che il giudizio e la critica sono validi solo come informazione
perché è il lettore il vero giudice. Questa mia affermazione si basa su una
serie di ricerche e di esperimenti in laboratorio della corrente psico -
filosofica chiamata Gestalt. È stato provato che l’uomo comune (non condizionato
da una scuola o mass-media) è il miglior giudice, è superiore anche agli stessi
critici troppo impegnati o troppo amici di alcuni poeti e scrittori. Io affermo
che non conosco personalmente Pietro Attinasi, Alfio Inserra e Filippo Giordano
e perciò, almeno da questo punto di vista, il mio giudizio non ha subito alcuna
influenza.
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Recensione |
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Gli eredi del sole. Rapporto sulla poesia dei siciliani
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antologica
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| Autori |
| • | Anna Barbera |
| • | Carmelo Pirrera |
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Edizione:
Edizioni Il Vertice Libri
Palermo 1987 |
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| pp. 544 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Trapani Nuova nr.9/1987
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