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Navigatore solitario sulle onde della poesia

La poesia abita nella nostra provincia. D'altronde, come non potrebbe, visto che la nostra terra ha dato i natali a Francesco Petrarca, ha visto il passaggio dell'Alighieri in esilio. E ha nutrito l'acuto spirito di Pietro Aretino. Ma la poesia "presente e viva" ancora oggi e il "suon di lei" echeggia nel nostro territorio, precisamente in Casentino, nei dintorni di Pratovecchio. E' qui che abita il poeta contemporaneo Veniero Scarselli, nato a Firenze nel 1941. Scarselli ha esordito con i primi versi nel 1988 con Isole e Vele. La sua pi, recente opera Il Palazzo del Grande Tritacarne, gi disponibile ad Arezzo in libreria, stata presentata al pubblico, nei giorni scorsi, nella sede aretina della Cepu, in via Roma. La serata di poesia, nel corso della quale sono stati letti alcuni passi dell'opera dall'autore, stata introdotta dal dottor Federico Batini e dal professor Maurizio Schoepflin. Batini, dopo aver espresso la soddisfazione della Cepu di ospitare l'interresante iniziativa, ha raccontato come nato in Scarselli l'interesse per la poesia.

"La poesia stata sempre presente in lui ha dichiarato Batini anche se laureato in Biologia. Fin da piccolo ha letto con piacere i poemi omerici, soprattutto l'Odissea. Ha trascorso la sua adolescenza, leggendo i romanzi russi. A 14 anni si "tuffato" nel mondo dell'arte poetica. Si sente, in tutta la sua opera, la grande presenza della madre. Negli anni universitari si dedicato alla scienza e ha posto in secondo piano le lettere. Tuttavia la sua attivit scientifica ha lasciato spazi aperti: Scarselli si interroga sul mistero della nascita della vita. Ma quando pone il suo fuoco d'osservazione sulla metodologia della scienza, nasce in lui il desiderio di abbandonare la ricerca scientifica. Viene quindi attratto dall'ideale del navigatore solitario e nel 1975 sceglie, come sua strada da percorrere, la poesia." Sulle tematiche poetiche, affrontate da Venerio Scarselli nel Palazzo del Grande Tritacarne, si soffermato Maurizio Schoepflin.

"La poesia di Veniero Scarselli ha spiegato Schoepflin ha contenuti molto complessi, tanto che la critica ha parlato di "pensiero poetante" o di "poesia di pensiero". L'autore vuole offrire un messaggio, attraverso un linguaggio netto e chiaro. I temi della poesia del Palazzo del Grande Tritacarne sono molti. Scarselli ossessionato dal problema di Dio, del mondo, della materia e della morte. Tutto sembra essere macinato in certi meccanismi reali, come un tritacarne macera i pezzi di carne. Nella sua poesia si sente che Scarselli ha sete di Dio e Lo ricerca. E' un'opera che si legge con il cuore e la mente.

Infine, Scarselli, ha letto alcuni passi del Palazzo del Grande Tritacarne, deliziando i presenti.

Recensione
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