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Dopo una
parentesi dialettale (Scorcia ri limuni scamusciata) Filippo Giordano,
mistrettese, ritorna alla poesia in lingua. Rispetto alle sillogi precedenti (Rami
di scirocco, in particolare) nella nuova silloge aleggia il senso critico
delle cose sostenuto da “eleganza, intensità e verità di vita” (Giorgio Bárberi
Squarotti). Sebastiano Lo Iacono vi scorge una “novità” i cui indicatori
tematici sono strettamente legati ad un’attenzione più marcata all’uomo e ai
suoi rapporti con la Natura, con la Cultura e con la Storia. Per noi la forza
della nuova poesia di Giordano risiede nel timore che ogni comportamento
dell’uomo si risolva in ciò che appare in superficie. Occorre tener presente
– vuol dirci il poeta – che viviamo in un’epoca in cui ogni momento, anche quello
che appare il più omogeneo, è destinato a vacillare di fronte alla minaccia del
non senso e dell’irrilevanza.
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Recensione |
| Il sale della terra |
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Edizioni Il Centro Storico
Sant’Agata Militello 2004 |
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| pp. 32 |
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| Recensione a cura di |
| • | Giuseppe Cavarra |
Pubblicata su: Il Pagnocco nr.4/2004 |
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