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Se appartenete alla categoria dei lettori distratti; se siete di quelli che
saltuariamente qualcosa "purché sia" solo per ingannare il tempo ed esorcizzare
la noia, non leggete questo libro. Se invece amate le emozioni forti, suscitate
da trame ben costruite e popolate da personaggi non dissimili da quelli della
porta accanto; se vi piacciono le evocazioni fantasiose e coinvolgenti di fatti
verosimili; se avete la capacità e il gusto di affezionarvi ai protagonisti
parteggiando per loro nonostante tutto; se vi prende l'ansia di sapere come
andrà a finire, sperando che tutto si risolva per il meglio, ebbene mettetevi
comodi e leggetelo.
Devo
aggiungere, poi, che la vicenda di Manuela, la protagonista mi ha costretto a
una preziosa considerazione: mai giudicare una persona in base alla sola
evidenza dei fatti, senza conoscerne i retroscena ed i motivi. Si potrebbe
parlare, con una frase fin troppo abusata, di una storia di amore e di morte. Ma
c'è di più: amore e odio, insoddisfazione esistenziale, bisogno di riscattarsi,
desiderio struggente di una vita tranquilla in seno ad una famiglia normale,
fanatismo cieco, violenze fisiche e morali di ogni genere, truffe e altro
ancora.
È la storia di Manuela, un'affascinate venticinquenne dagli "occhi di un
verde cangiante che impreziosivano il suo bel volto". Le sta molto stretta la
monotonia della vita nella grangia di famiglia, priva di prospettive e aggravata
dall'assillo di un padre insensibile, gretto e violento. A costo di rinunciare
per sempre all'amore del suo bel Tonin, molto ingenuamente, essa accetta da uno
sconosciuto la proposta di un provino che potrebbe spalancarle le porte della
notorietà, della ricchezza, di una vita comoda e lussuosa, ben diversa da quella
dello sperduto villaggio di montagna. Giunta al luogo dell'appuntamento, due
loschi figuri la tengono prigioniera per due settimane, durante le quali
quotidianamente la riempiono di botte, la drogano, la violentano ripetutamente,
allo scopo di annullarne la volonta e di cancellarne la personalità, per poter
poi soddisfare con il suo corpo le insane voglie mercenarie di amanti
occasionali. Finito il trattamento la mettono al lavoro.
Questo è solo il tristissimo incipit di di una lunga serie di eventi
che la vedono sempre in primo piano. Riuscita a scappare, conosce Abdul, cui la
legherà una sincera amicizia, che diverrà poi affetto e forse, insensibilmente,
qualcosa di più. A sua volta Abdul, buono e remissivo, è soggiogato dalla
perfida e malvagia personalità dell'iman Ibrahim Al-Fatah, che se ne serve per
la sua guerra santa in nome di Allah. Ben dettagliata anche la figura del
ragionier Emilio Boratti, borghese piccolo piccolo, assicuratore di professione,
frustato e scontento per naturale inclinazione, finché non si affaccia al
panorama della sua vita il fascino travolgente di Manuela. Ci costruisce un
grande sogno il nostro: un sogno di trasgressione, di tenero amore, di una vita
diversa, affrancata per sempre dalle risterttezze e dai continui dissapori
familiari.
A questo punto dovrei parlarvi, ma me ne guardo bene, dell'ispettore
Arcangelo Diotisalvi, Arcan per gli amici, e della sua bellissima storia d'amore
che chiude il romanzo dopo alcune pagine di autentica emozione: vi priverei del
gusto della lettura. Tutto ciò mentre spero con tutto il cuore che nessuno
riapra il fascicolo relativo all'inchiesta giudiziaria...
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Recensione |
| Incendio nella cattedrale |
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narrativa
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| Autori |
| • | Paolo Maccioni |
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Edizione:
Fratelli Grilli Editori
Genova 2008 |
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| Nota dell’autore. Layout, copertina e grafica Sara Chiara. Editing e impaginazione di Raoul Gazza - pp. 360 |
| prezzo: € 10,90 |
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| Recensione a cura di |
| • | Ernesto Deiana |
Pubblicata su: Il Provinciale nr.12/2009 |
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