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Lunga e stretta la sala delle conferenze nella libreria Hoepli è stipata. Gente anche in piedi. Isabella Bossi Fedrigotti, la spiritosa autrice di Amore mio, uccidi Garibaldi, e Folco Portinari presentano un'insolito libro di ricette: da leggere tutto d'un fiato oltre che da consultare. Nella prefazione Clara Nuvoletti Agnelli scrive: «Questo bel libro del sorprendcnte Cerini mi conferma nella mia confortante fiducia, si tratta di un inno garbato, spiritoso, documentato non alla «virtù» femminile, che un tal signore non metterebbe mai in dubbio, ma alle nostre virtù». Il «tal signore» è Livio Cerini di Castegnate, di Castellanza e industriale. Voce educata ma non leziosa, iinguaggio forbito ma non pretenzioso, aspetto aristocratico ma non snob Livio Cerini di Castegnate sa armonizzare íl ritmo della vita moderna col ritardo forse un po' nostalgico del tempo che fu. La cucina delle padrone di casa è il titolo del libro: raccolta di ricette scaturite dall'esperienza di nonne, madri, zie, gli angeli del folclore di un tempo. Una raccolta anche di ricordi, che fanno cronaca. Per esempio, alcune ricette di «bodini» che risalgono al 1860, scoperte in un libriccino scritto a mano (e la calligrafia è «antica») e che rivelano un aspetto del tutto ignorato del tempo che fu. Uno di questi «bodini» è fatto col miglio, cereale oggi noto solo come mangime per gli uccelli. Un intero capitolo è dedicato ad Anna Zuccari Radius, meglio conosciuta con lo pseudonimo Neera autrice di numerosi romanzi alcuni attuali ancora oggi. Antifemminista, nel femminismo vedeva una materialistica deformazione di problemi essenzialmente morali, fu una delle prime donne moderne alla fine del XIX secolo: «temperamento delicato, sensitivo ma virilmente meditativo». Sposa esemplare, madre affettuosa, padrona di casa attenta ha lasciato un ricettario manoscritto Consolazioni della vita che Livio Cerini ha felicemente scoperto e propone nel suo libro. Zuppe gustose, fra cui quella di mariconde (pallottoline di pane, salsiccia, formaggio, da gettare nel brodo), fricandò e fritture, dolce di riso e pere, polenta turca. Neera fu la nonna di Emilio Radius, un giornalista integerrimo e multiforme ormai scomparso.

Accanto alla scrittrice non femminista, una scrittrice femminista accesa: Sibilla Aleramo e la sua «pera Endimione»; una scrittrice premio Nobel, Grazia Deledda e il suo spezzatino di capretto, una scrittrice di Gallarate, se non sbaglio, Maria Volpi più nota come Mura. Svanito il ricordo dell'audacia dei suoi romanzi, rimane il suo ripieno per i tortelli. Vi sono poi attrici di varietà, come Lola Braccini (sformato di vermicelli), di teatro come Tatiana Pavlova (Befstroganoff un insolito arrosto di vitello), cantanti liriche come Gemma Bellincioni (Scottisch ossia dolce di famiglia) scrittrici come Margherita Sarfatti, biografa di Mussolini (zuppa di aragosta e baccalà alla veneta). Grandi personaggi femminili. testimonianze di un'epoca, ormai scomparse. Sulla scena della vita e no rimane forse la più battagliera, certo la più longeva, Paola Borboni, che al carciofo ha addirittura dedicato un recital.

Livio Cerini ha dedicato moltissime pagine alle donne che affollarono la sua vita di giovin signore: nonne, madri, e zie e tutte le loro amiche. Le protagoniste di un'epoca che sembra lontana nel tempo, ma che in realtà resistettero sino all'inizio dell'ultima guerra. Donne, spesso anche dame, capaci di reggere un salotto, ma anche di dirigere con polso fermo la famiglia. Donne, spesso anche dame, che andavano a fare la spesa dapprima in carrozza, poi in automobile con tanto di chauffer, accompagnate dalla servetta che portasse la borsa della spesa, di paglia o di tela.

Donne, spesso anche dame, che si tenevano al corrente di quanto offriva il mercato di stagione in stagione, e le primizie arrivavano, autentiche, dalla campagna, non da lontani Paesi. Donne, ma spesso anche dame, che avevano; fornitori fissi con i quali intrattenevano rapporti cordiali, improntati sulla reciproca stima.

Donne, ma spesso anche dame, che hanno lasciato ricette valide ancora oggi come il «coniglio in gremolada di noci» di Maria Pia Moretti Cane (lago d'Orta); «purea di fegato al forno» della contessa Angela Gattamelata (Brescia); «cipolle ripiene» di Maria Cerini (Castellanza); «budino alla Maria di Piemonte» della baronessa Emanuela di Stefano (Palermo) e così in un incalzare di ricordi, consigli, riflessioni. E non mancano le due donne più importanti nel mondo della cucina: Petronilla e Ada Boni. La prima, due lauree di scienze naturali all'Università.di Padova 1895 e in medicina all'Università di Bologna 1898, vessillo del femminismo senza ostentazione, pediatra, dietologa prima ancora che fossero nate le diete, non solo pubblicò un ricettario ristampato di recente, ma raccolse in un volume i saggi suggerimenti che aveva scritto sulla "Domenica del Corriere" con lo pseudonimo di dottor Amal. Ada Boni, autrice del Talismano della felicità, caposaldo della cucina casalinga, fu anche scrittrice e giornalista, la prima direttrice di "Grazia". Fu la prima donna a fondare una scuola di cucina, a Roma nel 1928. Scuola frequentata da signore e signorine dell'aristocrazia, «le padrone di casa» di quei tempi. Il grande Escoffier le dedicò una sua fotografia, la regina Elena si congratulò con lei, la regina madre Margherita I'abbracciò.

La cucina delle padrone di casa è dedicata alle padrone di casa dei nostri tempi. Spesso. se non sempre, straoccupate con la famiglia ed il lavoro. e lo scarso aiuto di una colf, incalzate dal ritmo della vita moderna, ma capaci ancora di fedeltà ad antichi principi inalterabili. 276 sono le ricette che Livio Cerini dedica loro. Numerosi i consigli pratici, gli aneddoti (gustoso quello di Matilde Serao), i ricordi letterari come la poesia «Le pannocchie» di Ada Negri, «donna libera è la più grande poetessa dei Novecento» che ha lasciato una straordinaria ricetta, le Salacche alla Motta Visconti. «Si prendono due salacche piuttosto grosse... quando siano ben rosolate (sulla brace) si mangiano con la polenta, bevendoci sopra un bicchiere di vinello. Piatto indicatissimo per la salute del corpo, e la vigoria e limpidezza dello spirito».

Recensione
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