Servizi
Contatti

Eventi


A breve distanza dalla pubblicazione del poema: La Carta du tendre del 1989 – nelle ormai note edizioni Bastogi – (quasi con respiro triennale), a partire da Rosa fresca aulentissima (1986), stampata da Piovan, via via tralasciando i versi brevi, folgoranti, epigrammatici di questa raccolta e le "stanze" del più recente poema (a somiglianza delle "giornate" boccaccesche), Maria Grazia Lenisa ricompare, inesauribile e felicemente logica, con i versi de La ragazza di Arthur, éditi ancora da Bastogi e dedicati ad Arthur Rimbaud, nel centenario della sua morte.

Le prime diciannove poesie appartengono ad una silloge, introdotta da Jean Jacques Mèric e premiata al "Pomezia '90". Tante e diverse sono le sollecitazioni che inducono questa nuova raccolta, da giustificare la lunga, esaltante nota, stampata in quarta di copertina, di Giorgio Bárberi Squarotti e tanto da assegnare alla poetessa friulana, ora dimorante a Terni, un posto di eccezionale rilievo nel panorama dell'attuale poesia. Ci sentiamo di concordare con l'illustre critico sulle qualità di questo nuovo libro che, a differenza dei precedenti, ma ricalcando di questi gli esiti più salienti, ripropone temi affatto nuovi, dove l'invenzione, il ritmo, la fantasia s'intersecano, realizzando un tessuto lirico e compositivo tra i più accattivanti; dove l'affioro di una latente classicità si stempera in episodi di matura, inedita attualità, con bagliori che richiamano canoni di purezza greca. Citiamo: "Così m'apparve la parola d'oro, vestita | la festa, giovane, lavata d'ogni lordura, d'amore | mi comparve la parola, tanto l'amai da non essere | sola. | L'archeologia della sua pura luce era nel verbo | uomodonna completa nella sua sublime calma neutra. | Così ripresi la parola amore" (p. 9) e ancora: "L'ala ha ripiegata, la spiega per coprirmi | una lacrima. | Sarò uomo domani... | Ilari déi | si grattano per anfratti e peli, contendono | la mia pelle lauta. Passo il tempo a negare, | promettermi. Recito per ricordarmi: Al principio | è la Donna" (p. 10). Il libro è tutto un susseguirsi 'crepitante di moduli inventivi, dialogici,' sapientemente alternati a testi di allegoria; erotica, in divertissements tra i più casti e allusivi, anche nella loro apparente, candida impudicizia. Citiamo: "Non corpo snello, quasi stelo | ma carneo gigante fiore, le mammelle astri (due | lune tra coriandoli di stelle), le cosce larghe | senza spazi d'aria. | L'uomo che venne a dichiararti amore | ti trovò chiusa nella sottoveste bianca, accollata, | i ginocchi di fuori come le teste di bimbe affettuose. | Nella lingua non tua dicesti: fo-r-se".

Alcuni, forse, troveranno esagerate le affermazioni del Bárberi, la sua adesione totale ad una tematica tra le più originali e stimolanti tra le tante così malinconicamente ripetitive e vuote. Ma costoro dovranno leggere, non solo, ma approfondire, per rendersi conto di tutto il caleidoscopio d'immagini e di scoperte che il poeta propone con quell'élan vital tipico della sua natura. Il che fa della Lenisa una delle più autentiche testimonianze nella poesia di questi ultimi anni.

Recensione
La ragazza di Arthur (e altre poesie)
poesia 
Autori
Maria Grazia Lenisa
Edizione:
Bastogi Editrice Italiana
Foggia 1992

Osservazioni in margine di Alessandro Raffi - pp. 144

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Portofranco nr.1/1993
 

Literary © 1997-2012 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza