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Scorre linfa vitale fra le rime lievi, prive di contrasti. “Ora il cuore è in ordine” dice il poeta quasi sorpreso, nel constatare la fine malinconia dei suoi pensieri. Privi peraltro di esclamazioni pungenti: “Ho provato a istruire gli occhi a non scorgerti”… E sottolinea un vissuto tormentato ma non deluso. “Tu muovi le tue labbra verso la mia malinconia”… incalza l’autore che scorgere vorrebbe una dimensione mentale che gli sfugge. Un coagulo di sentimenti pregnanti ove ristagna l’ardire di richiami incarcerati da un presente reale: “E l’alba stenta una promessa che il giorno si rimangia”… Sintesi lirica di spessore e di contenuti, l’opera sottolinea l’inciso epigrammato di un’anima in pena.

Recensione
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