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Scorre linfa
vitale fra le rime lievi, prive di contrasti. “Ora il cuore è in ordine”
dice il poeta quasi sorpreso, nel constatare la fine malinconia dei suoi
pensieri. Privi peraltro di esclamazioni pungenti: “Ho provato a istruire gli
occhi a non scorgerti”… E sottolinea un vissuto tormentato ma non deluso. “Tu
muovi le tue labbra verso la mia malinconia”… incalza l’autore che scorgere
vorrebbe una dimensione mentale che gli sfugge. Un coagulo di sentimenti
pregnanti ove ristagna l’ardire di richiami incarcerati da un presente reale: “E
l’alba stenta una promessa che il giorno si rimangia”… Sintesi lirica di
spessore e di contenuti, l’opera sottolinea l’inciso epigrammato di un’anima in
pena.
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Recensione |
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L’amore epigrammato
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Forum Quinta Generazione
Forlì 1993 |
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| pp. 24 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
La Ballata nr.1/1994
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