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La realtà fotografata con estrema naturalezza e candore da un'autrice, Roberta Degl'Innocenti, da tempo avvezza a deliziare il lettore con i suoi racconti che, non a caso, sono risultati ai primi posti in concorsi letterari.

Stupende immagini "floreali" vengono raccolte nella silloge l'azalea con un linguaggio frugale e austero che rimanda a personaggi avvolti da una riservatezza interiore e da una sobrietà sentimentale assolutamente coinvolgenti.

Tutti i sei racconti inseriti nel volume vengono come per magia unificati da un'impressionante serie di emozioni, sentimenti e sensazioni che rendono la prosa dell'Autrice attenta ai concetti del vivere e del morire, senza indulgere più di tanto nella ricerca stilistica ma andando diritto al cuore del lettore nella sua descrizione della vita.

Una narrativa fatta di espressioni simboliche, che fanno dell'azalea il fiore di nuove e appassionanti stagioni dell'esistenza. Che la Degl'Innocenti, giocando felicemente anche sull'uso delle epigrafi di celebri autori del passato, vede come un lungo, infinito filo che avvolge la nascita alla morte, il giovane al vecchio.

Recensione
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