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L'umiltà di un poeta con i problemi sociali

"Non si schiara il cielo stamattina. | L'alba è muta | e sbigottita | l'usignolo non canterà". Sono questi i versi del componimento Non si schiara il cielo che dà la titolazione alla omonima raccolta di Giovanni Di Lena. Il poeta, nato a Pisticci (Matera), vive ed opera nella frazione di Marconia. Con grande impegno, il Di Lena dopo la prima produzione in versi Un giorno di libertà edita da "La Vallisa" (Bari 1989), ha dato alla stampa nel novembre '94 la raccolta Non si schiara il cielo. Un'elegante Opera, pubblicata per i tipi della Lacaita Editore (presso la stamperia Tiemme-Industria grafica, in Manduria) nella Collana di poesia e letteratura contemporanea "All'insegna dello Zodiaco". E proprio la raffigurazione della copertina del libro che riporta il segno del "Leone", al quale appartiene il Poeta, è il suo "biglietto da visita". Un segno di fuoco che esprime molto bene la forza ed il coraggio del Di Lena nell'affrontare le avversità della vita. E nel denunciarne i conflitti, i paradossi, le metafore, i contrasti di una frangia della società che predica bene e razzola male.

Non si schiara il cielo, raccolta di 45 liriche, è dedicata "a Quelli | cui nessuna pensa, | a Coloro | cui non ho saputo dar di più". C'è molta umiltà, da parte del Poeta, e tanto desiderio di manifestare comprensione e solidarietà. Le tre sezioni, in cui si articola l'Opera – "Dimenticati", "Memoria" e "Ti parlo mentre nasce il sole" –, seguono sul Filo di Arianna le storie della vita. Scampoli di una esistenza fatta di sogni, amori, attese, passioni velate, malinconie, illusioni, coraggio, nostalgia, profondi sentimenti, Di Lena non fa mancare nei suoi componimenti messaggi autocritici e dichiarati momenti in cui si necessita di grande conforto e di riferimenti certi, attendibili. Come pure, primario è il bisogno di richiamare l'attenzione sui problemi sociali, sulla condizione giovanile, sui temi del lavoro; nonché manifestare l'affezione per la terra natia (Pisticci e la Lucania intera), per la Natura ed i suoi colori. Non di meno per il Colore degli uomini: "... Di voi | amo il colore | che rassomiglia incredibilmente | a quello della mia anima | sola (in "Negri")". Ha voglia, il Di Lena, di "Liberazione", di "Campagna", di "Trasparenza", di "Felicità"... Non fa mancare la provocazione in "Prigionieri", "Farsa", "Parcheggio custodito", "Sulla grande piazza"... Forti sono altresì, i pensieri de "Il vento del Nord", "In silenzio", "Non è cambiato niente". La lirica "Sfogo" è, forse, la chiave di lettura della personalità del Poeta: "lo non sono come te. | Tu, sempre dietro al tuo padrone, | io, sempre faccia a faccia, | io vivo dimenandomi | fra le peripezie avverse, | come un cane pieno di rabbia". Il linguaggio semplice dei versi presenta con un "fil di voce", in modo puntuale ed incisivo, le. sensazioni e le esperienze di un Poeta, Giovanni Di Lena, che si è formato alla "Università della Vita".

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