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Il ruolo dell'artista è dare una mano al sole

Un itinerario nella poetica e nella pittura dell'artista dal 1965 al 2005 in Lucania, il volume di Michele Martinelli Oltre l'infinito cielo, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e presentato nei giorni scorsi nell'aula magna dell'ITC "Loperfido", nel quadro delle iniziative dell'Unitep, l'Università della Terza Età e dell'Educazione Permanente.

Il volume, stampato dalla Tipografia Centrostampa nell'aprile 2007, si presenta in una bella veste grafica, con una presentazione di Antonio Pellecchia, presidente Unitep, e un'introduzione critica di Anna Santoliquido, presidente del Movimento internazionale "Donne e Poesia" e segretaria del Sindacato nazionale scrittori per la sezione di Puglia e Basilicata, saggista e poetessa tradotta in numerose lingue e che, a Bari, dove vive, ha svolto attività universitaria.

Pellecchia ha aperto la serata davanti ad una nutrita platea da cui i giovani non erano assenti. Aspetto, tra gli altri, qualificante del livello dell'iniziativa. «Questo volumetto – ha detto Giovanni Caserta, critico letterario – è un po' una summa dell'attività di Michele Martinelli a Matera, come artista e poeta. Oltre che di apprezzatissimo docente. Di fatto, per comprendere veramente anche questo volumetto, è indispensabile far riferimento a lui, alla sua personalità, ai motivi fondamentali del suo modo di sentire e di essere, perché la poesia puntualmente riflette l'individualità di chi scrive. Non per niente, come sanno gli studiosi di queste cose, la prima domanda che ci si pone, o che ci si dovrebbe porre, è chi è, chi è Martinelli? Martinelli è una specie di migrante che si è trovato qui per ragioni di lavoro. Il suo lavoro di insegnante. Recentemente ho presentato a Potenza un libro di poesie, ed è stato per me importante sottolineare che l'autore (Nicola Scalano, ndr) era un maestro elementare. Un maestro elementare che si è poi impegnato nella vita sociale e politica ed ha espresso poeticamente, in una sorta di diario in poesia, le ragioni e le occorrenze di questo suo impegno. Non deve sorprendere che la storia della letteratura italiana sia costellata, nella sua modernità, da un numero rilevante di insegnanti e di medici, cioè di lavoratori-scrittori a contatto con gli aspetti più socialmente problematici della realtà umana, da cui trassero la forza della loro scrittura, che si sia espressa in prosa o in versi».

Caserta ha continuato il suo intervento inoltrandosi in una fenomenologia attenta della poetica dell'autore, scandita dalla lettura di alcuni versi. Perché "una specie di migrante" Martinelli? Perché originario di Valenzano di Puglia. Del resto non va dimenticato che, secondo stime attendibili, i materani di origine materana non sarebbero più di quindicimila. E che questo contribuisce a fare della nostra città una realtà complessa e, più di altre realtà di analoghe dimensioni, aperta sul mondo accogliente.

Se la parola di Maria Antezza, presidente del Consiglio regionale, non ha potuto direttamente farsi intendere a causa di impegni istituzionali, esprimendosi in una bellissima lettera di cui è stata data lettura, Anna Santoliquido, ha portato, con il suo intervento, il timbro inconfondibile e qualificato, di un punto di vista di donna. «Io sono nata a Forenza, in provincia di Potenza, e vivo a Bari da molti anni, e quindi queste due Regioni le porto nel cuore. Sono una giramondo, anche per la mia professione di scrittrice, di saggista. Però tornare in Basilicata, trovare l'affetto di tanti amici che conosco da anni, fa sì che mi senta particolarmente partecipe di questa festa, perché è la festa dell'arte e della poesia. Michele ha saputo coniugare, con grande maestria, il segno pittorico e il segno poetico. Io vedo una grande leggerezza nel segno di Martinelli. Dico leggerezza per significare una parola lieve, ma anche un disegno elegante. Il tratto di Martinelli è un tratto elegante».

Alcuni giorni prima dell'evento lo abbiamo incontrato nel suo studio. Ci ha colpito la ricca genuinità e la modestia. Nè dimenticheremo mai quel suo dirsi «poeta con la parola e i pennelli» e le luminose parole con le quali interpreta l'arte, le stesse pronunciate prima di salutarci: «Il ruolo dell'artista è dare una mano al sole».

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